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Logo di Cattolica Assicurazioni

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Cattolica e Generali, spaccatura sull'ipotesi di accordo tra i due gruppi

I vertici di Cattolica hanno scoperto le carte con le associazioni di categoria presenti nel consiglio della Camera di Commercio di Verona, mentre i contrari si sono riuniti in Casa Cattolica ed hanno incontrato Regione Veneto e Comune di Verona

Sono ormai ben delineati i due fronti contrapposti sul grande cambiamento in vista per Cattolica Assicurazioni. Il prossimo 31 luglio si terrà l'assemblea dei soci del gruppo assicurativo veronese e in quell'occasione si deciderà se approvare o respingere l'aumento del capitale, la trasformazione in società per azioni e l'ipotesi di accordo con Assicurazioni Generali. Approvare o respingere. Favorevoli o contrari. Sono questi i due fronti, i quali in questi giorni stanno esponendo le proprie ragioni a chiunque le voglia ascoltare.

Tra i favorevoli, ovviamente, ci sono gli attuali vertici di Cattolica, i quali hanno pianificato questo mutamento epocale per il gruppo. Un progetto che recentemente è stato illustrato dal presidente di Cattolica Paolo Bedoni e dall'amministratore delegato Carlo Ferraresi alle associazioni di categoria presenti nel consiglio della Camera di Commercio di Verona. Un incontro positivo, come si può dedurre dal commento del presidente camerale Giuseppe Riello: «Ringrazio il presidente Bedoni per la sua disponibilità a informare il mondo economico scaligero direttamente e con dovizia di particolari. Un atteggiamento che sarebbe utile anche da parte degli altri attori del panorama economico istituzionale veronese, coinvolti in progetti di sviluppo che interessano il nostro territorio».
All'incontro erano presenti, oltre ai presidenti ed ai rappresentanti delle associazioni di categoria, il vicepresidente dell'ente Paolo Tosi, il segretario generale Cesare Veneri ed i componenti di giunta Andrea Bissoli, Paolo Artelio e Nicola Baldo.

CASA CATTOLICA CON FEDERICO SBOARINA-2
(Rappresentanti di Casa Cattolica con Sboarina)

Dall'altra parte ci sono i contrari, i quali si sono riuniti in una rete denominata Casa Cattolica. I rappresentati di questa rete hanno incontrato nei giorni scorsi la Regione Veneto e successivamente anche il sindaco di Verona Federico Sboarina. Per i coordinatori di Casa Cattolica, la trasformazione della società cooperativa veronese in società per azioni e la conseguente «svendita» alle triestine Generali «cancellerà l'ultimo baluardo finanziario veneto rimasto, penalizzando e impoverendo pesantemente il tessuto socio-economico scaligero». Al sindaco Sboarina, Casa Cattolica ha spiegato che «ci sono già sul tavolo delle alternative al matrimonio con Generali, come ad esempio l'interesse manifestato da Vittoria Assicurazioni che renderebbe la partnership seria, credibile e con un rapporto equilibrato tra le due compagnie assicurative».

E sull'argomento è intervenuto anche il vescovo di Verona Giuseppe Zenti, il quale ha richiamato i vertici dei Cattolica allo scopo di salvaguardare il rapporto fiduciale e valoriale con il territorio costruito in un secolo di storia. «Tutto ciò in riferimento ai gravi disagi che con ogni probabilità travolgeranno il tessuto sociale nei prossimi mesi, con particolare gravità nei confronti delle famiglie», ha detto Zenti.

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