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Foto di repertorio

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Industria metalmeccanica, Verona tra le dieci province italiane per l'export

Massimo Fabbri, presidente degli industriali metalmeccanici di Verona, avverte: «Le prospettive a livello nazionale per il 2019 non sono positive»

I risultati dell'indagine di Federmeccanica sull'industria metalmeccanica italiana rilevano, per il quarto trimestre del 2018, una caduta della produzione metalmeccanica dell'1% rispetto al terzo trimestre, e una variazione tendenziale ridottasi al +0,8% dopo un primo semestre dell’anno che evidenziava ancora tassi di crescita oscillanti intorno ai 4,5 punti percentuali.

Mediamente nel 2018 i volumi di produzione, grazie ai trascinamenti positivi acquisiti nell'ultima parte del 2017, sono risultati in crescita del 2,8%. Le esportazioni metalmeccaniche hanno registrato nel corso dell'anno un significativo rallentamento con tassi tendenziali di crescita ridottisi dal +6,5% del quarto trimestre del 2017 al +0,8% dell’ultimo trimestre del 2018.
Nell’anno, le esportazioni metalmeccaniche sono state pari a 222 miliardi di euro, le importazioni hanno raggiunto i 170 miliardi con un saldo attivo pari a 52 miliardi confermandosi sugli stessi livelli del 2017.
Deboli le prospettive a breve, le imprese infatti segnalano un’eccedenza delle scorte di materie prima e una diminuzione del portafoglio ordini.

I risultati dell'indagine evidenziano come il rallentamento del mercato mondiale si rifletta anche sulle performance del settore metalmeccanico - ha commentato Massimo Fabbri, presidente degli industriali metalmeccanici di Verona - Preoccupa anche la riduzione delle domanda interna e degli investimenti in macchinari. Purtroppo i segnali di frenata registrati a fine settembre si sono rafforzati in chiusura d'anno e le prospettive per il 2019 non sono positive.

A Verona sono oltre 4.900 le imprese metalmeccaniche attive, numero che rappresenta circa il 55% del numero totale di imprese del manifatturiero. Buona la performance dell’export che nel terzo trimestre del 2018 ha raggiunto la quota di circa 3 miliardi e 546 milioni con un incremento del 7% rispetto al terzo trimestre del 2017.
Verona è la provincia veneta che ha registrato la variazione più elevata. Da solo, l’export del settore vale il 44% dell'export totale veronese. Verona è nella "Top 10" italiana tra le province esportatrici nelle categorie dei macchinari e delle cisterne e radiatori. Inoltre, si conferma porta di ingresso italiana e del Mediterraneo con un valore dell'import di oltre 6 miliardi e 696 milioni nel terzo trimestre del 2018 che la pone al vertice delle province venete. «Tra le partite aperte del settore, riveste un ruolo importante il reperimento di personale specializzato in particolare si nota una scollamento importante tra le conoscenze e le competenze richieste dalla imprese. E la riduzione delle ore di alternanza scuola-lavoro non aiuta la situazione - ha concluso Fabbri - In questo senso a due anni dalla firma del nuovo contratto metalmeccanico e dall’avvio del processo di rinnovamento abbiamo registrato un utilizzo importante delle ore di formazione».

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