Imprese agricole in difficoltà per il Covid-19: gli aiuti della Regione Veneto

L’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan ha proposto alcune misure per andare incontro alle aziende colpite dall'emergenza: si va dai finanziamenti a tasso zero, alla modifica del Psr per dare loro maggiore liquidità

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Finanziamenti a costo zero fino a 50 mila euro per le Pmi agricole del Veneto. E modifica del Programma di Sviluppo Rurale per attivare la nuova misura con 23 milioni di euro per dare liquidità alle imprese agricole. Li rende disponibili la Giunta regionale del Veneto che, su indicazione dell’assessore al primario Giuseppe Pan, ha proposto la modifica del Psr, utilizzando il margine del 2 % del Programma concesso da Parlamento e Consiglio Ue, e ha introdotto una nuova operatività del Fondo di rotazione per il settore primario presso Veneto Sviluppo per aiutare le imprese agricole più colpite dall’emergenza Covid 19.

La modifica del Psr rende disponibili per i bandi 23 milioni di euro; la nuova operatività del Fondo di rotazione è sostenuta con 3 milioni di euro del bilancio regionale. Entrambi i provvedimenti passano ora all’esame della terza commissione consiliare: il primo avrà bisogno anche dell’ok dell’aula di palazzo ferro-Fini, perché modifica in modo strategico il Programma di sviluppo rurale.

«Gli effetti della pandemia e del lockdown hanno colpito i settori del primario con sensibili cali di fatturato – dichiara l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – ma ci sono filiere, come l’agriturismo e il florovivaismo, o quelle di fornitura diretta agli hotel, alla ristorazione e ai caffè e pubblici esercizi, che più di altre hanno subito i contraccolpi economici della crisi e faticano a riprendersi a causa di una grave e protratta crisi di liquidità. Per questo la Giunta regionale ha predisposto una serie di provvedimenti, a partire dalla moratoria per i finanziamenti e le garanzie concesse da Veneto Sviluppo Spa fino alla facilitazione dell’accesso al credito rafforzando il ruolo dei confidi. Con questi due ulteriori provvedimenti si interviene sul fondo di rotazione del settore primario presso Veneto Sviluppo per dare il via libera ad un intervento straordinario che assicurerà liquidità alle imprese nel breve e medio periodo; nel contempo si garantisce un sostegno straordinario di liquidità mediante la nuova misura del Psr, per rafforzare la ‘resilienza’ delle aziende».

L’intervento straordinario sul Fondo di rotazione per il primario prevede finanziamenti da 5 a 50 mila euro a costo zero, di durata da 1 a 5 anni, alle imprese agricole con sede in Veneto che autocertifichino una crisi di liquidità a seguito dell’emergenza Covid. L’intervento sarà possibile fino al 31 dicembre (salvo ulteriori proroghe) e potrà assicurare vera liquidità a costo zero alle imprese: il contributo a fondo perduto della Regione, sino ad un massimo di 2 mila euro, andrà a coprire tutte le spese di istruttoria, di gestione e di garanzia, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato.

La modifica del Psr inserisce una nuova sovvenzione diretta fino a 7.000 euro per azienda agricola per reagire agli effetti dell’epidemia. «Il pacchetto di modifiche – elenca Pan - è più ampio: consente alle imprese agroalimentari di poter beneficiare del Fondo di garanzia (FEIO) sostenuto dal PSR anche per avere maggior liquidità, e non solo quindi per investimenti, ammette la cimice asiatica tra le calamità naturali di tipo biotico sulle quali intervenire, fornisce maggior sostegno a chi mantiene metodi di produzione biologica e assicura più risorse alla formazione e allo sviluppo locale».

«Sono misure temporanee e contingenti – ribadisce Pan – che fanno parte del piano straordinario di sostegno alle 75 mila imprese dell’agricoltura attivato dalla Regione per aiutare il settore in questa crisi inedita. Ora la parola passa al Consiglio regionale: sono certo – conclude Pan – che commissione e assemblea approfondiranno il pacchetto di misure con la consueta celerità e adotteranno un calendario di lavoro a tappe forzate, per rispondere subito al fabbisogno delle imprese e non disperdere questa sostanziosa opportunità».

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