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Martedì, 28 Giugno 2022
Economia

Dopo 25 anni, il Comune cede l'Immobiliare Magazzini: 26 milioni di euro nelle casse pubbliche

Insieme a Provincia e Camera di Commercio, Palazzo Barbieri era proprietario della società che detiene il compendio situato all'interno del Quadrante Europa. «È dal 1997 che se ne parla, una liquidazione lunga che, finalmente, vede la parola fine», ha detto Manuel Scalzotto

È arrivata all'atto finale la vicenda relativa all'Immobiliare Magazzini. Da Palazzo Barbieri comunicano che la vendita è stata aggiudicata dopo 25 anni e porta nelle casse pubbliche 26,5 milioni di euro, ben 5,5 in più rispetto alla base d’acquisto. Un risultato importante per Comune, Provincia e Camera di Commercio di Verona, proprietari della società che detiene il compendio situato all'interno del Quadrante Europa: martedì 21 giugno il notaio incaricato procederà all’aggiudicazione definitiva e dopo 90 giorni si andrà a rogito con la società che ha vinto il bando di gara presentando la migliore offerta, accettando i vincoli posti dai soci pubblici, tra questi la salvaguardia dei servizi presenti nell'area, tra cui gli Uffici delle Dogane di Verona e dei Monopoli del Veneto, e dei relativi posti di lavoro, così come la destinazione logistica. 

Un'operazione che permette a Comune, Provincia e Camera di Commercio, di chiudere una partita annosa e di ricavare 26,5 milioni dalla vendita di due asset ritenuti non più strategici, ovvero l'Ente Autonomo Magazzini Generali e la sua Immobiliare, di cui lo stesso ente è socio unico. Un modo per razionalizzare anche le aziende partecipate, chiudendone due in un colpo unico.

La vendita riguarda un'area di 200 mila metri quadrati, di cui 20 mila occupati da depositi frigoriferi e 45 mila da magazzini coperti, raccordati a un terminal ferroviario con 11 binari.

CRONISTORIA RECENTE - L'Ente Autonomo Magazzini Generali era stato protagonista di due bandi di vendita andati deserti, rispettivamente nel marzo e nell'ottobre 2017. Per questo la proprietà aveva deciso di rivalutare l'operazione in attesa di tempi migliori. Negli anni successivi, era stato pubblicato un avviso per manifestazione d’interesse non vincolante: 9 le proposte arrivate. A quel punto, a febbraio 2021, i soci hanno messo a bando la vendita del compendio, con una base d’acquisto di 21 milioni di euro per la totalità delle quote della Immobiliare Magazzini srl. Le 3 proposte giunte, come da regolamento della procedura ad evidenza pubblica, sono state ammesse al successivo rilancio, al fine di ottenere il maggior vantaggio per i soci pubblici. Due i soggetti che hanno formulato una seconda proposta, uno per 24 milioni 165 mila euro e l’altro per 26 milioni e 500 mila euro. Inutile il ricorso presentato da uno dei partecipanti, respinto dal Tar. Ora si procederà all’aggiudicazione definitiva e all’atto notarile.

Venerdì mattina, a dare tutti i dettagli, in diretta streaming, l’assessore alle Aziende partecipate Stefano Bianchini, assieme al presidente della Provincia Manuel Scalzotto e all'avvocato Paolo Pezzo, amministratore unico della società Immobiliare Magazzini Generali. È intervenuto, in un secondo momento, anche il sindaco Sboarina.

«La vendita di Immobiliare Magazzini è un bel successo per i veronesi dal punto di vista economico – ha detto il sindaco -. I tre soci incassano 26 milioni e mezzo. Ricordo che due gare erano andate deserte, ed era arrivata fuori tempo una offerta di 18 milioni. Nel frattempo abbiamo incassato i canoni di locazione».

«Chiudiamo una partita che si protrae da decenni – ha aggiunto l’assessore -. E arriviamo all’atto finale incassando 5 milioni e mezzo in più rispetto alla base d’acquisto. Una grande soddisfazione per una vicenda annosa e infinita, che abbiamo voluto portare in fondo. E un orgoglio perché, come previsto dal bando di gara, dovranno essere mantenuti i servizi esistenti e la destinazione logistica dell’area. In questo modo, inoltre, andiamo a razionalizzare anche le partecipate pubbliche».

«È dal 1997 che se ne parla, una liquidazione lunga che, finalmente, vede la parola fine – ha concluso il presidente della Provincia -. Questo sito produttivo tornerà ad essere utilizzato, portando lavoro e indotto economico. Il tutto a beneficio delle casse pubbliche, nelle quali entreranno nuove risorse che verranno riversate sul territorio».

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