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Economia Zai / Viale del Lavoro

Guerra tra Russia e Ucraina e rincari energetici abbattono la produzione agricola

Si è ormai arrivati al paradosso che costano di meno i prodotti rispetto agli imballaggi che li contengono. Coldiretti chiede il superamento delle tensioni internazionali e la Regione convoca i rappresentanti delle categorie economiche per un confronto sulle iniziative da intraprendere

Un giovane agricoltore su quattro (25%) nell'ultimo mese ha ridotto la produzione a causa dei rincari energetici aggravati dalla guerra in Ucraina. L'aumento record dei costi, dal gasolio ai concimi, dai mangimi ai materiali per l'imballaggio, mette dunque a rischio il futuro di un'intera generazione. Questo è quanto emerge da un'analisi di Coldiretti, un ricerca diffusa oggi, 2 marzo, in occasione della protesta contro il conflitto scatenato dalla Russia e a sostegno dei colloqui per la pace. Una manifestazione organizzata dai giovani agricoltori durante l'inagurazione di Fieragricola.

L'agricoltura, denuncia Coldiretti, è l'unico settore che registra un calo del valore aggiunto (-0,8%) in netta controtendenza rispetto all'andamento generale rilevato dall'Istat nel 2021 (+6,6% del Pil). E con l'aumento dei costi, si rischia l'abbandono delle produzioni.
Il latte, ad esempio, viene pagato agli allevatori 38 centesimi al litro, mentre un coltivatore di pomodoro da industria per la passata si vede corrispondere 10 centesimi al chilo, secondo l’analisi Coldiretti. Non va meglio per chi produce le arance, dove il prezzo in campagna è di 43 centesimi al chilo, che scendono a 18 centesimi al chilo nel caso delle carote. Un chilo di grano che viene pagato agli agricoltori 31 centesimi serve per produrre un chilo di pane che viene venduto a consumatori a prezzi che variano dai 3 ai 4 euro a seconda delle città.

Il problema vero è il costo dell'energia che è esploso ed ha colpito tutte le attività produttive, dal gasolio per il trattore necessario alle semine al riscaldamento delle serre fino al prezzo dei concimi per garantire fertilità ed aumentare la produzione.
La crisi ucraina non risparmia dunque neppure la parte più avanzata del settore agricolo, diventato di fatto il punto di riferimento importante per le nuove generazioni, tanto che nell’ultimo anno sono nate in media 17 nuove imprese giovani al giorno, secondo l'analisi Coldiretti-Divulga. Un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale, con il mestiere della terra che è diventato una nuova strada del futuro per tanti ragazzi italiani, con le 55mila aziende guidate dagli under 35 che hanno una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. Un fenomeno che rischia ora di essere messo all’angolo dall’esplosione dei costi alimentata dalla guerra, con i giovani agricoltori costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre, l’impennata del costo del gas e la scelta di Putin di imporre il divieto all’esportazione di nitrato di ammonio, prodotto fondamentale per la concimazione del grano, ha fatto schizzare verso l’alto anche i prezzi dei fertilizzanti. Ma non sono stati risparmiati gli altri costi di produzione, come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Con il paradosso che molto spesso costano di più gli imballaggi del cibo che contengono.
A tutte questo si aggiunge poi l'emergenza siccità che costringerà quest’anno ad aumentare il ricorso all’irrigazione e quindi ad aumentare ulteriormente i costi.

«Occorre sostenere il fenomeno del ritorno alla terra e la capacità dell'agricoltura italiana di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo - ha dichiarato la leader dei giovani di Coldiretti Veronica Barbati - Bisogna superare le tensioni internazionali, ristabilire la pace e investire su un settore strategico per far ripartire l’Italia e l’Europa grazie anche a una nuova generazione di giovani attenti all’innovazione e alla sostenibilità».

coldiretti fieragricola pace russia ucraina-2

Ed in questo scenario in rapida evoluzione, Confindustria Verona, insieme a Confindustria Brescia e Confindustria Trento, organizza un webinar per delineare il quadro in cui gli operatori commerciali devono muoversi, alla luce delle misure restrittive adottate dall'Ue e dagli Usa nei confronti di Russia e Bielorussia. L'appuntamento con il seminario online è per venerdì, 4 marzo, alle 10.30 ed è organizzato in collaborazione con lo Studio Legale Padovan, specializzato in diritto internazionale ed esperto di sanzioni economiche internazionali. Parteciperanno gli avvocati Marco Padovan, Marco Zinzani e Francesco Candeago che saranno a disposizione anche per rispondere alle domande delle imprese.
I pacchetti di sanzioni approvati da Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito in risposta all’attacco dell’Ucraina da parte della Russia, oltre a colpire l’economia russa hanno creato numerosi dubbi alle imprese locali. «L’interscambio commerciale con la Russia della nostra provincia ha un valore di circa 324 milioni di euro e coinvolge in particolare i settori abbigliamento, macchinari, prodotti alimentari e bevande - ha spiegato Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona - Nella consapevolezza che le sanzioni sono assolutamente necessarie per rispondere ad un’aggressione verso uno stato sovrano e che ognuno responsabilmente deve fare la propria parte, è necessario dare risposte pratiche agli imprenditori perché le ricadute nel nostro territorio siano limitate».
«Questo webinar fa parte di una serie di iniziative che la nostra associazione sta avviando sul fronte dell'internazionalizzazione - ha aggiunto Denis Faccioli, vicepresidente di Confindustria Verona - La pandemia prima e il rapido precipitare della crisi russa-ucraina ora ci hanno confermato una volta di più quanto sia essenziale avere una visione strategica della supply chain della propria azienda. Proprio per questo nei prossimi mesi intendiamo organizzare dei focus paese che possano agevolare la ricerca di clienti e fornitori in paese diversi e più vicini rispetto al passato».
La partecipazione al seminario è gratuita e riservata alle aziende associate, previa iscrizione online sul sito di Confindustria Verona.

Mentre un altro incontro è in programma domani pomeriggio alle 15. A convocarlo è stato l'assessore regionale allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato il quale ha richiesto la presenza dei rappresentanti di tutte le categorie economiche per un confronto sulle iniziative da intraprendere a livello regionale, alla luce dell'attuale situazione internazionale segnata dalla crisi russo-ucraina.

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