Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia Zai / Viale del Lavoro

Coldiretti: «Il 25% dei lavoratori agricoli in Italia non è vaccinato contro il Covid»

Una percentuale che nel Veronese potrebbe significare circa un migliaio di operatori a rischio perché sprovvisti del Green Pass ormai obbligatorio per accedere al posto di lavoro

Enti locali, trasporti e anche agricoltura. Non c'è settore che non sia in difficoltà per la grande novità che scatterà domani, 15 ottobre. L'obbligo di Green Pass per accedere al posto di lavoro potrebbe creare disservizi nel Comune di Verona, in Atv ed anche nei campi, dove sono impegnati circa 8mila lavoratori tra vendemmie, raccolta di mele e di ortaggi di stagioni, ma anche per l'imminente raccolta delle olive. Coldiretti Verona ha rilevato nella percentuale nazionale del 25% il numero di lavoratori agricoli italiani e stranieri che non sono ancora vaccinati per un totale di circa 2mila a livello regionale e un migliaio nella provincia veronese.

«Dopo la firma del presidente del consiglio Mario Draghi al dpcm con le linee guida per i controlli, per non lasciare marcire le produzioni sugli alberi è importante intervenire per facilitare l’accesso al lavoro di quanti sono in regola», ha affermato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «l'attività agricola è legata ai cicli stagionali delle coltivazioni e non può essere fermata».
In primo luogo la semplificazione e la velocizzazione delle operazioni di controllo aiuta le aziende agricole che essendo all’aperto non possono contare sui tornelli per la verifica all’ingresso dei lavoratori e in questo contesto, ha evidenziato Prandini, è importante rendere disponibili alle aziende celermente i dati di chi è in regola con il Green Pass.

Per garantire l'adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti è urgente però introdurre strumenti flessibili, concordati con i sindacati, che consentano a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi. Ma c'è anche la necessità di prorogare i permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia e di pubblicare il decreto flussi 2021. Un'esigenza, secondo Coldiretti, per salvare il reddito delle imprese ma anche per continuare a garantire gli approvvigionamenti alimentari alla popolazione in un momento in cui con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e rincari dei prezzi che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione.

Con la pandemia non ancora sconfitta, le misure contagio diventano strategiche per garantire la salute di tutti. Per questo Coldiretti ha sostenuto la campagna vaccinale. Hub Coldiretti sono stati aperti nelle cantine, nelle aziende agricole, nei piccoli borghi e nelle comunità dei lavoratori immigrati a supporto alla rete nazionale organizzata dal commissario generale Francesco Paolo Figliuolo, grazie alla presenza capillare sul territorio della Coldiretti.
Peraltro il lavoro in campagna, con appena lo 0,3% degli infortuni da Covid-19 che hanno interessato il settore dell’agricoltura, è il più sicuro grazie all’attività all’aperto e alla possibilità di mantenere le distanze anti-contagio.

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