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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia Santa Lucia e Golosine / Via Sommacampagna

Gelata notturna, danni all'agricoltura veronese. «Produzione di kiwi azzerata»

Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona: «Compromesse anche dell'80% le produzioni di meli e peri. E sono ancor più gravi i danni ai peschi»

Non si ha memoria di una gelata tardiva come quella registrata l'altra notte nel Veronese. In aperta pianura, si sono registrate temperature a 50 centimetri dal suolo fino a -8,3 gradi alle 5.40 del mattino. «Questa gelata è stata preceduta da giornate con temperature diurne elevate e questo ha stimolato le piante a germogliare. I risultati sono disastrosi. La produzione di kiwi è stata azzerata. Sono state compromesse anche dell'80% le produzioni di meli e peri. E sono ancor più gravi i danni ai peschi», ha commentato Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona (Confederazione italiana degli agricoltori).

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(Fiori di melo rovinati dal gelo)

I meteorologi di 3Bmeteo hanno registrato temperature minime inferiori alle medie di gennaio, quindi molto al di sotto di quanto solitamente mostra la colonnina di mercurio in questo periodo. Fortunatamente, le previsioni indicano che nei prossimi giorni le temperature torneranno ad essere primaverili e dovrebbero tornare le piogge dopo un marzo abbastanza siccitoso.
I danni, però, di quest'ultima gelata non sono pochi. «Sono stati letteralmente lessati i turioni di asparagi che si dovevano essere raccolti in questi giorni - ha proseguito Lavagnoli - Zucchine e peperoni sotto tunnel colpiti per il 20%. Nei prossimi giorni si potrà fare con precisione la conta dei danni. Chi ha attivato l'impianto irriguo sui frutteti in funzione antigelo attende di conoscere l'impatto. Questi sono eventi atmosferici, come accade d'estate, repentini e di particolare violenza e catastroficità per le culture agricole e non solo».

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(Zucchine rovinate dal gelo)

E gli strumenti assicurativi in relazione alle gravità del danno potrebbero non essere adeguati a offrire un ristoro pari alla perdita subìta. «Le gelate si contraddistinguono, in termine assicurativo di rimborso del sinistro, dal fatto che mentre per la grandine si ha una franchigia del 10%, le gelate sono al 30% - ha concluso il presidente di Cia Verona - Vale a dire che se ho il 50% di danno da gelata, riceverò un rimborso del 20%, mentre con la grandine avrò un rimborso del 40%. La gelata, quindi, vale la metà rispetto a un danno da grandine. È sempre più difficile fare il mestiere dell'agricoltore in queste condizioni, anche a fronte di investimenti di protezione delle colture sottratti ad altri obiettivi produttivi, in quanto gli eventi climatici trascinano con sé altre problematiche, come ad esempio il proliferare di insetti alieni e l'impossibilità di programmare le produzioni».

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(Fiori di melo colpiti dalla gelata)

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