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Il Ministro Boschi al Forum Eurasiatico: "Chiudersi significa perdere delle occasioni"

“Il nostro Paese cresce più di quanto ci si aspettasse: cresce di più l’export, che nonostante la lieve flessione degli ultimi 2 mesi è già a +4,7% contro una stima inizialmente fissata a +3,7%, grazie anche grande occasione che ha rappresentato l’Expo"

In un momento in cui in Europa si sta cercando di alzare i muri e di rinchiudersi nei propri confini, temendo chissà quale minaccia dall’esterno e non rendendosi conto che chiudersi significa perdere delle occasioni, noi cerchiamo di svolgere un ruolo di dialogo e di confronto nell’area Eurasiatica. Lo testimoniano la storica prerogativa italiana rispetto al dialogo e i viaggi in Russia, Kazakistan e Cina del nostro presidente del Consiglio: oggi noi vogliamo fare da ponte verso quest’area”. Lo ha detto oggi nel suo intervento al Forum Eurasiatico di Verona il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Sul fronte interno per il ministro: “Il nostro Paese cresce più di quanto ci si aspettasse: cresce di più l’export, che nonostante la lieve flessione degli ultimi 2 mesi è già a +4,7% contro una stima inizialmente fissata a +3,7%, grazie anche grande occasione che ha rappresentato l’Expo. Oggi – ha aggiunto - c’è una scossa nuova rispetto agli anni scorsi, in cui il Paese era fermo, impaludato. I primi dati del cambiamento sono incoraggianti: non a caso il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di 11 dei 16 principali Paesi mondiali, ma per Italia e Regno Unito - unici 2 Paesi - la stima è stata rivista al rialzo”.

Presente all'incontro anche l'ex Premier Romano Prodi, che è intervenuto così: "Il trattato Eurasiatico va bene, fa progressi, si sta allargando però non può creare un’area commerciale paragonabile alla grande alleanza frutto dell’accordo atlantico/pacifico. Quelli dell’Unione Eurasiatica sono Paesi abbastanza omogenei tra loro, fanno buoni risultati ma non possono produrre quello scatto in avanti di cui la Russia ha bisogno. La grande trasformazione dell’Economia russa – ha proseguito Prodi – ha perciò bisogno di un rapporto stretto con l’Europa, è una questione vitale, per questo penso che la scelta europea sia conveniente per noi e per loro. Come ho sempre detto Europa e Russia sono vodka e caviale, ma solo il rasserenamento della situazione ucraina può sanare i rapporti che si sono avvelenati in questo periodo: l’Ucraina deve essere ponte e non campo di battaglia”.

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