Domanda della carta in calo: scatta lo stop "pianificato" alla Fedrigoni

Lo stabilimento di Verona resterà chiuso dal 1° al 14 giugno. «La situazione purtroppo non è mutata. La crisi continua a produrre effetti diametralmente opposti sulle due divisioni dell’azienda», ha spiegato l'ad Marco Nespolo

Cartiere Fedrigoni - Immagine d'archivio

Gli effetti negativi dell’epidemia da Covid19 sull’economia globale non si sono ridotti, nonostante l’uscita graduale dalla fase di lockdown da parte di molti Paesi: la domanda rimane debole quasi ovunque, con impatto su molti settori tra cui quello della carta.
Da qui la decisione di Fedrigoni, tra i principali produttori italiani di carte speciali ad alto valore aggiunto, di pianificare alcune fermate per un paio di settimane nel mese di giugno, come già accaduto a maggio, negli stabilimenti in Veneto, Trentino, Friuli e Marche (Verona, Arco, Varone, Scurelle, Cordenons, Fabriano, Pioraco e Rocchetta).
«La situazione purtroppo non è mutata - commenta Marco Nespolo, amministratore delegato del Gruppo -. La crisi continua a produrre effetti diametralmente opposti sulle due divisioni dell’azienda: il comparto delle etichette autoadesive mantiene la crescita, con un significativo aumento degli ordini che si traduce per noi in una maggiore produzione, mentre quello della carta non dà per ora segnali di ripresa, costringendoci quindi a prevedere alcune ulteriori fermate temporanee».
Prima della crisi causata dall’epidemia, Fedrigoni aveva chiuso il 2019 con risultati molto positivi e anche il primo trimestre 2020, pur parzialmente impattato dal lockdown, aveva evidenziato buone performance. In seguito, il gruppo ha continuato a mostrare solidità, garantendo piena continuità operativa a tutti i clienti nel mondo e tutelando, al contempo, i suoi 4.000 dipendenti con ogni misura di sicurezza necessaria, non ultima un’assicurazione contro i rischi da Covid19.
Tuttavia, ciò non ha impedito che si rendesse necessario un adeguamento produttivo, con fermate temporanee già in aprile e maggio in alcuni stabilimenti. I dipendenti sono stati invitati a fruire di tutte le ferie e i permessi non goduti per coprire i periodi di chiusura, ricorrendo alla cassa integrazione solo nel caso non fossero sufficienti. Sono state valutate anche forme di riconoscimento straordinario, per integrare parzialmente i mancati guadagni, e CEO e top management si sono ridotti il compenso del 30%.
Sono state dunque programmate ulteriori chiusure temporanee in quasi tutti gli stabilimenti italiani. Questo il calendario attualmente previsto: Verona, dall’1 al 14 giugno; Arco (TN), dall’1 all’8 e dal 25 al 28 giugno; Varone (TN), il 5, 12 e 19 e dal 22 al 26 giugno; Cordenons (PN) e Scurelle (TN), la prima e la terza settimana di giugno; Fabriano e Rocchetta (AN), dal 19 giugno al 5 luglio.

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