Febbraio caldo e senza precipitazioni, agricoltori veronesi preoccupati

Andrea Lavagnoli, presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani: «Ci sono già alcuni alberi con gemmazione avanzata e qualche fioritura. Se dovesse presentarsi una gelata il raccolto andrebbe perso»

Gemme sul ramo di un albero (Foto di repertorio)

Il caldo record di febbraio e l’assenza di piogge da parecchie settimane preoccupano gli agricoltori veronesi, che temono fioriture anticipate e il rischio di gelate successive che potrebbero causare gravi danni agli alberi da frutto.

«In collina ci sono già alcuni alberi con gemmazione avanzata e qualche fioritura - ha sottolineato Andrea Lavagnoli, presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani - C’è molta preoccupazione per il fatto che le piante, stimolate dal clima assolutamente anomalo per questa stagione, vengano spinte alla gemmazione e se dovesse presentarsi una gelata il raccolto andrebbe perso. Il problema è anche quello della carenza idrica, dal momento che non piove da settimane. Per ora non è particolarmente percepita, ma se le temperature continuassero a mantenersi come quelle di questi giorni e non dovesse piovere a sufficienza, potrebbe diventare un problema con l'arrivo dell'estate. Questo andamento metereologico amplifica anche i problemi relativi agli insetti alieni e al loro proliferare, cimice asiatica in testa».

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Questi cambiamenti climatici, osserva Lavagnoli, sono un fenomeno che si registra ormai con costanza. «Non ci sono più le stagioni a cui eravamo da sempre abituati in agricoltura, ma è evidente che siamo davanti a uno sconvolgimento dell'intero ecosistema. È evidente che dobbiamo approntare delle strategie di difesa per il nostro ambiente e le nostre colture. Innanzitutto si deve partire con una rinaturalizzazione estesa del nostro territorio, ripiantando boschi e boschetti che ricreino un clima favorevole che aiuti a contenere i "cambiamenti perversi" degli effetti climatici. E in merito al problema idrico, Veneto agricoltura ha avviato una sperimentazione, denominata Aquor, per vedere come rivitalizzare le falde acquifere: sarebbe il caso di verificare se progetti come questo hanno prodotto dei risultati».

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