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L'export veronese continua a crescere e vola oltre i 5 miliardi di euro

I dati forniti dalla Camera di Commercio scaligera, vedono l'aumento delle esportazioni nel settore alimentare, ortofrutta e marmo, con la Termomeccanica finalmente in ripresa a +22,8%

Con un export a crescita zero in Italia, Verona si difende, recupera il terreno negativo del primo trimestre e chiude le vendite estere dei primi sei mesi 2016 a 5 miliardi di euro e 54 milioni, l’1,6% in più del corrispondente periodo 2016. Con la termomeccanica che cresce del 22,8%, a premiare la riorganizzazione del comparto.
Prosegue il boom dell’alimentare che corre a più 8,7%, sfiorando i 650 milioni di euro di export, cui vanno aggiunti i 432,8 del vino, in crescita anch’esso dell’1,9%.
Complessivamente vino e cibo pesano per il 21,4% sulle vendite all’estero, poco meno della meccanica che rappresenta il 19,6% con i suoi 988,5 milioni di euro. Continua la crescita dell’ortofrutta che sfiora i 300milioni di euro di export, il 13,6% in più rispetto al primo semestre 2015. In crescita anche il mobile a 47,6 milioni con i suoi 2,4 punti percentuali in più.

ESPORTAZIONI VERONA-MONDO PER MACROSETTORE-2

La vocazione dell’economia veronese mi pare chiara: il 27,3% dell’export si mangia o si beve e il trend pare inarrestabile, alimentato, anche a livello locale, dal turismo – commenta il presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello – quanto agli altri comparti, rimane fondamentale la meccanica. Ora l’export di macchinari vive un momento di riflessione, ma lo scorso anno e anche il precedente cresceva a due cifre. Continua il calo del tessile-abbigliamento: occorre capire se stiamo perdendo competitività e dove. Si tratta di comparti a forte delocalizzazione: questa può influire sensibilmente sul dato complessivo. Il marmo riprende vigore e anche noi, organizzando b2b con studi di architettura londinesi che operano in tutto il mondo, abbiamo fatto la nostra parte. Bene l’export, bene il turismo: il sistema riprendere a camminare, anche se di corsa è presto per parlare. Sono ancora numerose le piccole aziende manifatturiere che non hanno sbocchi sui mercati esteri e soffrono la stasi del mercato interno”.

Quanto ai mercati esteri di riferimento per Verona, l’Europa si conferma il mercato per eccellenza, ma l’economia veronese parla sempre più lingue anche il mandarino. La Cina è divenuta l’undicesimo partner commerciale con una crescita del 5,7%.

“A valore sono 116 milioni di euro, ma è un importante segnale di apertura, sono ormai parecchi trimestri che l’export verso la Cina aumenta. Noto con soddisfazione che lo spettro della Brexit ancora non si è abbattuto sui nostri rapporti commerciali con il Regno Unito che si conferma il terzo mercato, dietro a Germania e Francia. Da notare – conclude Riello - anche come le nostre aziende abbiano saputo sviluppare in Europa nuove nicchie di mercato come Belgio e Svizzera. Paesi dove l’italian sound è molto sentito, molto meno invece il prezzo dei prodotti: l’ideale. La Camera di Commercio negli ultimi anni ha puntato molto sugli incontri b2b con operatori dell’agroalimentare, della meccanica di numerosi paesi del nord e centro Europa. Le nostre imprese ne stanno raccogliendo i frutti”.

Buona crescita delle vendite estere anche in Spagna (244,3 milioni di euro a +6,5%), dove, evidentemente l’economia sta ripartendo e in Polonia: 133,3 milioni di euro, il 6% in più rispetto al primo semestre 2016.
Stabili le vendite negli Stati Uniti che rimangono il quarto partner delle imprese scaligere.

Verona. Primi 10 paesi per export-2

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