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Semestre positivo per l'export veronese grazie a tessile e agroalimentare

Le esportazioni "made in Verona" sono cresciute del del 3.9%, arrivando a 5.8 miliardi di euro, più della media veneta del 1.8% e di quella italiana del 2.7%

Export, Verona cresce del 3.9% su base annuale nel primo semestre, arrivando a 5.8 miliardi di euro, più della media veneta del 1.8% e di quella italiana del 2.7%. Continua la crescita a due cifre del tessile abbigliamento, seguita da una robusta ripresa dell’agroalimentare, a parte l’ortofrutta che continua a perdere competitività. In calo importante sono anche marmo, calzature e mobili, mentre meccanica e termomeccanica rimangono al palo.

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Il modesto calo della meccanica non preoccupa – afferma Giuseppe Riello, Presidente della Camera di Commercio di Verona - poiché il comparto si rivolge prevalentemente ai mercati europei, nei confronti dei quali abbiamo recuperato le posizioni perse nei mesi precedenti. I primi sei mercati di destinazioni, Stati Uniti Inclusi, sono tutti in forte crescita e quotano il 50% del totale delle esportazioni scaligere. Diversa è la situazione dell’ortofrutta che registra da ormai due anni un continuo ridimensionamento del valore esportato. È in atto un pesante ridimensionamento dovuto a più fattori: la guerra dei dazi con la Russia è stato solo l’inizio di un periodo nero funestato da un calo dei prezzi al consumo e quindi anche all’export, dalla sempre maggiore concorrenza straniera e dalle malattie e invasioni di insetti pesantemente nocivi per le coltivazioni. È poi probabilmente necessaria una revisione dei mercati di sbocco, quelli tradizionali europei sono ormai controllati dai paesi dell’Est Europa.

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Il marmo perde un 3.2% rispetto al I° semestre 2018, ma questo dato si aggiunge alla perdita del 10% realizzata lo scorso anno.

Un andamento a macchia di leopardo dell’export - riflette Riello -, sia analizzando i settori principali che i primi 20 mercati di destinazione, riflette una congiuntura economica e politica incerta e caotica. In Regno Unito i prodotti veronesi volano, ma sappiamo tutti che si tratta di un accumulo di scorte in vista della Brexit. La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina penalizza le piccole imprese. Anche la Russia sta divenendo paese per pochi, o per altri.

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