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Export veronese, i dati della Camera di Commercio: il 2015 si chiude in crescita

Le esportazioni delle imprese di Verona registrano una crescita del 6,6% ma non tutti i settori vedono segnali di ripresa

Continua la corsa dell’export veronese anche nel terzo trimestre dell’anno: i dati elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Verona evidenziano una crescita del +6,6%, a 7,5 miliardi di euro. Sopra la media regionale del 5,8% e italiana del 4,2%.

Ottime le performances di macchinari, +11,4% a 1,5 miliardi di euro, alimentari +17,7% a 934milioni, ortofrutta +20,4% a 372,8 milioni e marmo, 317,6 milioni a +12%. Tiene il vino che registra un incremento dell’1,9% a 637,7 milioni. Soffrono il fashion system, la termomeccanica e il mobile. Tessile e abbigliamento sono in calo del 6,9% a 659milioni mentre le calzature riducono le perdite ad un 1% attestandosi su 335,2 milioni di euro. La termomeccanica scende sotto i 100milioni di export, 94,6, perdendo un altro 8% di vendite. Per il mobile la contrazione è del 7,6% a 70,7 milioni.

L’economia veronese – commenta Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona - si va concentrando sulle tre macro-filiere dell’alimentare, macchinari e fashion system. Dico macro perché ogni comparto è struttura come una grande rete con più nodi centrali, le grandi aziende a forte brandizzazione e una serie di aziende satelliti che in parte svolgono attività di fornitura e ricerca, in parte affrontano i mercati per conto proprio. Abbiamo numerosi prodotti di punta all’interno di ogni comparto e stiamo imparando a dar loro il giusto valore sul mercato estero. E’ un sistema che è frutto della progressiva razionalizzazione, dura ma inevitabile, avvenuta in questi anni di crisi e una modalità organizzativa che presto interesserà anche il settore dell’edilizia, in cui, oltre alle numerose imprese che già costruiscono all’estero, abbiamo il prodotto di punta marmo che sta muovendosi bene sui mercato stranieri. E’ un sistema anche che è nato anche con il contributo della Camera di Commercio che dal 2008 ha intensificato i propri sforzi per tessere relazioni commerciali tra le nostre imprese e le aziende straniere, soprattutto le Pmi con missioni all’estero, di incoming, l’organizzazione di b2b e milioni di contributi per l’innovazione e la partecipazione alle manifestazioni fieristiche internazionali”.

Quanto alla competitività sui singoli mercati stranieri, si conferma la corsa all’Ovest delle imprese scaligere: l’export negli Stati Uniti, 4° partner commerciale di Verona, è cresciuto del 21% a quota 439milioni di euro e sfiora i 450 milioni del Regno Unito che viaggia comunque a doppia cifra con un incremento del 14,1%. La Germania si conferma il mercato estero d’elezione con 1,3 miliardi di vendite, il 17% dell’export complessivo. Nonostante il consolidamento storico sul mercato teutonico le imprese veronesi hanno guadagnato ulteriori quote di mercato con un incremento del 5,8% rispetto ai primi nove mesi del 2014. Analogamente, le merci e i servizi scaligeri continuano a guadagnare terreno nei primi 10 mercati tradizionali di riferimento, quelli europei con percentuali di sviluppo anche a doppia cifra. E’ il caso di Regno Unito, Spagna, Svizzera, Croazia e Polonia. In calo del 30% la Russia all'undicesimo posto con 130 milioni di euro di fatturato, mentre cresce del 4,5% la Cina che la tallona al dodicesimo a 161,4 milioni.

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