Mercoledì, 23 Giugno 2021
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L'export veronese vola ancora. Nel primo trimestre 2017 crescita al 14%

Il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello: "Se Verona è partita con questo sprint, c'è da aspettarsi un anno da ricordare almeno per le esportazioni"

(Foto di repertorio)

I segnali molto positivi sull'export delle merci veronesi del 2016 continuano anche nel primo trimestre del 2017. Le esportazioni volano in doppia cifra percentuale con un aumento del 14,1% rispetto allo stesso trimestre 2016: 2,7 miliardi che confermano l'accresciuta competitività dei prodotti scaligeri sui mercati mondiali. Verona viaggia al doppio della media veneta e ben e si conferma la 10a provincia italiana per export e l'8a per aumento del fatturato con l'estero.

"Di solito il primo trimestre è al rallentatore perché il grosso delle operazioni di vendita si finisce con l'anno solare, per questioni di bilancio aziendale - spiega il presidente della Camera di Commercio di Verona Giuseppe Riello - nei primi mesi dell'anno si riparte e ci vuole tempo prima di chiudere altri ordini. Ne deduco che se Verona è partita con questo sprint, c’è da aspettarsi un anno da ricordare almeno per l'export. Non mi stanco di ricordare che le piccole e medie imprese che operano sul mercato interno, tranne quelle della filiera turistica e del suo indotto, ancora faticano a riprendere quota. La Camera di Commercio sta portando avanti due progetti di digitalizzazione per cercare di promuovere il ricorso all'e-commerce, un modo più semplice e approcciabile per integrare il fatturato sul mercato interno".

Ha ripreso a correre la meccanica, dopo un 2016 di stasi con un aumento del 19,3% a 525 milioni di euro. L'automazione è la prima voce del commercio con l'estero scaligero, pesa per il 20% sul totale complessivo ed è seguita dall'agroalimentare che non conosce sosta: gli alimentari sono cresciuti dell'11,8% a 321 milioni di euro e l'ortofrutta del 6,5% a 177 milioni. Il vino riprende a crescere a tasso maggiore rispetto al 2016 (+4,7%) con un incremento dell'8,2% a 222 milioni di euro. Viaggiano a due cifre anche il tessile abbigliamento (+14,4% a 244 milioni di euro) e la voce altri prodotti che solitamente cresce di qualche punto percentuale.

"Un ottimo segnale questo - commenta Riello - del fatto che nuovi comparti si affacciano oltre le Alpi. Ricordo che l'export è composto anche di servizi non solo di prodotti e sono sempre più numerose le imprese di servizi che operano con l'estero oppure le imprese di costruzioni che si spostano in nuovi e più promettenti mercati come quelli dell'Europa orientale, delle repubbliche Baltiche, il Brasile, tanto per citare qualcuno dei mercati che abbiamo presentato in Camera di Commercio. A dimostrazione che l'attività di promozione e informazione delle opportunità di investimento sui mercati stranieri portata avanti dalla Camera di Commercio è un importante servizio per le imprese".

In forte ripresa le esportazioni in Russia, aumentate del 48% a 58 milioni di euro. "Cifre ancora contenute, ma indicative del fatto che i nostri imprenditori - conclude Riello - hanno capito che bisogna guardare al di là dei confini europei e del Nord America, certo è più rischioso, ma le opportunità sono maggiori e la concorrenza minore. In ogni caso, lo zoccolo duro dell’export veronese , il 31%, rimane suddiviso tra Germania, Francia e Regno Unito e l'Europa orientale offre ottime opportunità. L'export in Polonia è cresciuto del 52 a 92 milioni di euro".

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