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I rappresentanti DMO in Sala Arazzi

I rappresentanti DMO in Sala Arazzi

Turismo. Comuni e associazioni si siedono per la prima volta al tavolo DMO

Dalla Valpolicella alle terre del Soave, passando dalla Lessinia, la Destination Management Organization punta a superare i confini territoriali, grazie a tavoli condivisi, che, nelle prossime settimane, inizieranno a lavorare a diversi progetti

La Dmo Verona spinge sull’acceleratore. Dopo aver esteso il tavolo di confronto facendo entrare 28 Comuni della provincia e 4 soggetti privati, allarga anche il consiglio direttivo. E per la prima volta, nell’organismo che programma e promuove il turismo nel veronese, oltre ai soci fondatori, siederanno anche i rappresentanti scelti dai membri. Dalle elezioni della scorsa settimana, sono risultati eletti l’assessore Evita Zanotti del Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, il sindaco Nadia Maschi di Cerro Veronese, così come i presidenti di Amt Francesco Barini e di Strada del Vino Soave Paolo Menapace. Quattro nuovi rappresentanti del territorio veronese che porteranno il loro contributo per garantire un’offerta integrata.

Dalla Valpolicella alle terre del Soave, passando dalla Lessinia, la Dmo – Destination Management Organization – punta a superare i confini territoriali, grazie a tavoli condivisi, che, nelle prossime settimane, inizieranno a lavorare a diversi progetti.

Uno di questi è sicuramente il nuovo portale dello Iat, finanziato dalla Regione Veneto per 60 mila euro. Il sito, attualmente in costruzione, sarà una vera e propria piattaforma per promuovere servizi, eventi e dare informazioni.

«E poi vorremo strutturare un nuovo servizio permanente di info point alla stazione – ha spiegato l’assessore al Turismo del Comune di Verona Francesca Briani –, uno dei punti all’ordine del giorno della Dmo. Proprio perché la promozione del territorio non può più essere settoriale, ma va portata avanti unitariamente, abbiamo già redatto il piano strategico assieme all’Università di Verona e il regolamento, affinchè si possa lavorare al meglio fin da subito, con obiettivi chiari e precisi. Per favorire inoltre l’ingresso di più realtà possibili, non abbiamo previsto nessuna tariffa di adesione, anzi, speriamo che altre realtà vogliano entrare nella Dmo e collaborare a questo importante progetto».

Lunedì mattina, in sala Arazzi, a Palazzo Barbieri, oltre ai quattro nuovi eletti, erano rappresentati anche i soci fondatori, con Silvia Nicolis della Camera di Commercio, Vittorio Di Dio di Veronafiere e Oliviero Fiorini del Consorzio Verona Tuttintorno.

La Dmo, organismo costituito nel 2014, è costituita da 7 soci fondatori: Comune di Verona, Provincia, Camera di Commercio, Aeroporto Valerio Catullo, Fondazione Arena, VeronaFiere e Consorzio Verona Tuttintorno. Nel 2018, attraverso un protocollo d’intesa che ha aperto l’adesione anche agli enti locali e ai soggetti privati, sono entrati a farne parte i Comuni di Badia Calavena, Belfiore, Bovolone, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Dolcè, Erbezzo, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Isola Rizza, Mezzane di Sotto, Negrar, Oppeano, Pescantina, Roverè Veronese, Roverchiara, San Martino Buon Albergo, San Giovanni Lupatoto, San Mauro di Saline, San Pietro in Cariano, San Pietro di Morubio, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno, Soave, Velo Veronese e Zevio. Oltre a Strada del Vino Soave, Strada del Vino Valpolicella, associazione Ville Venete e Amt.

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