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Disoccupazione in Veneto. La Regione lancia un bando da 8 milioni di euro

Verranno finanziati progetti per l’inserimento lavorativo temporaneo di disoccupati di lungo corso e persone a rischio di esclusione sociale: comuni, associazioni, enti non profit e istituzioni pubbliche avranno tempo sino al 28 aprile per presentare le iniziative

Verrà presentato martedì a Venezia dalla Regione Veneto, nel palazzo Grandi Stazioni, il bando che finanzia con 8 milioni di euro progetti per l’inserimento lavorativo temporaneo di disoccupati di lungo corso e persone a rischio di esclusione sociale: comuni, associazioni, enti non profit e istituzioni pubbliche avranno tempo sino al 28 aprile per presentare iniziative che prevedano lavori di pubblica utilità ed esperienze di cittadinanza attiva per offrire opportunità di reddito e di inserimento sociale a persone senza stipendio e senza pensione.

A presentare il nuovo bando 2017, che dà continuità ad una esperienza attiva in Veneto dal 2009, saranno il direttore dell’area capitale umano della Regione Veneto Santo Romano, il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, il responsabile della Direzione lavoro Pierangelo Turri e l’assessore al lavoro Elena Donazzan. Al confronto partecipano anche Umberto Piron della Fondazione Cariparo, Paolo Tosato di Confcooperative-Federsolidarietà e il vicesindaco di Pianiga, Federico Calzavara: daranno voce ad alcune esperienze già realizzate nel territorio regionale.

Dal 2009, anno di inizio della crisi in Veneto, ad oggi, i progetti di lavori di pubblica utilità finanziati con bandi regionali hanno offerto una opportunità lavorativa a circa 1600 disoccupati, coinvolgendo il 70 per cento dei comuni veneti, con un impegno di spesa per la Regione di circa 6 milioni di euro.

Con il bando 2017 la Regione Veneto erogherà sino a 5 mila euro per ogni persona occupata con un contratto temporaneo di sei mesi, che preveda almeno 20 ore di lavoro la settimana e un impegno formativo o di orientamento al lavoro di almeno 14 ore.

“Con le risorse del Fondo sociale europeo previste per l’obiettivo inclusione sociale – calcola l’assessore Elena Donazzan - riusciremo ad offrire una opportunità di lavoro a 1300 persone senza reddito, padri e madri di famiglia che hanno perso il lavoro e non hanno più tutele, ad esodati rimasti senza stipendio e senza pensione, a persone a rischio di esclusione sociale. Le persone assunte per progetti di pubblica utilità e di cittadinanza attiva avranno cura del verde e dell’ambiente, si occuperanno della custodia di impianti sportivi e biblioteche, o saranno destinati a servizi culturali e di assistenza domiciliare. All’esperienza lavorativa sono abbinati percorsi di orientamento e di formazione, perché l’obiettivo ultimo dei lavori di pubblica utilità non è solo offrire un reddito temporaneo, ma soprattutto una opportunità di inserimento occupazionale. La finalità ultima di questi progetti è riuscire ad offrire una opportunità concreta di inserimento lavorativo a chi è finito o sta scivolando sotto la soglia di povertà. Le rilevazioni condotte sui progetti attuati negli anni scorsi ci dicono che a dodici mesi dalla conclusione dell’inserimento lavorativo temporaneo il tasso di occupazione lordo è stato del 73%”.

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