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(Foto generica di repertorio)

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Permessi di soggiorni in scadenza prolungati a luglio, Coldiretti soddisfatta

Proroga importante per tutti i lavoratori agricoli stranieri presenti in Italia. L'associazione di categoria continua però a chiedere anche semplificazione per l'assunzione di italiani che percepiscono ammortizzatori sociali o reddito di cittadinanza

Nella seduta del Consiglio dei Ministri del 29 aprile scorso è stato approvato il decreto legge che introduce la proroga al 31 luglio 2021 dei permessi di soggiorno in scadenza il 30 aprile. Un provvedimento benedetto da Coldiretti ed in particolare da Coldiretti Verona che stima in circa 8mila il numero dei lavoratori stagionali di origine nordafricana ed indiana presenti nel 2020 nelle aziende agricole scaligere.

Con i limiti al passaggio delle frontiere disposti da molti Paesi per l'avanzare dei contagi di coronavirus, questa proroga è diventata importante per tutti i lavoratori stranieri presenti in Italia. Coldiretti ha sottolineato che la misura interessa gli operai agricoli che rischiavano di dover tornare nei propri Paesi con il rischio della perdita dei raccolti Made in Italy in un momento in cui è importante assicurare l’approvvigionamento alimentare degli italiani pure per le difficoltà degli scambi commerciali.
La pandemia da Covid-19 ha, inoltre, generato un ritardo per il decreto flussi e limiti agli spostamenti. Fattori che hanno generato preoccupazioni per il mancato arrivo di lavoratori specializzati dall'estero. Lavoratori che tradizionalmente arrivano in Italia per una stagione per poi tornare nel proprio Paese.

Coldiretti aveva comunque chiesto di superare le difficoltà burocratiche che ostacolano l'impiego dei lavoratori italiani. Però, la possibilità di lavorare nelle campagne per i percettori di ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza non è stata prorogata in questo 2021.
A livello nazionale, viene ottenuto da mani straniere più di un quarto del Made in Italy a tavola, con 368mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.
Con semplificazioni ed un'adeguata formazione, l'agricoltura nazionale può offrire ai cittadini in difficoltà almeno 200mila posti di lavoro che in passato erano affidati necessariamente a lavoratori stranieri stagionali, ha stimato Coldiretti. «Una opportunità che deve essere dunque accompagnata da un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro - ha commentato il presidente di Coldiretti Verona Daniele Salvagno - Serve anche una radicale semplificazione che possa ridurre la burocrazia, garantire flessibilità e tempestività del lavoro stagionale in un momento in cui tanti lavoratori di altri settori sono in difficoltà».

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