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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia San Giovanni Lupatoto / Via Monte Carega

Parla il manager che ha presentato l'offerta per aggiudicarsi la Melegatti

Si chiama Denis Moro, ha 33 anni ed è originario della provincia di Vicenza. Alle sue spalle "c'è una importante e seria realtà imprenditoriale italiana"

C'è una importante e seria realtà imprenditoriale italiana interessata a rivitalizzare un brand storico, rilanciare l'occupazione e concorrere allo sviluppo del territorio.

È venuto allo scoperto il manager che ha partecipato al secondo bando con cui il Tribunale di Verona sta cercando di aggiudicare il fallito gruppo Melegatti. Si chiama Denis Moro, ha 33 anni, è originario della provincia di Vicenza e alle sue spalla vanta esperienze di lavoro internazionali. È lui ad aver ottenuto l'aggiudicazione provvisoria, presentando un'offerta con cui intende rilevare le due aziende del gruppo, la Melegatti di San Giovanni Lupatoto e la Nuova Marelli di San Martino Buon Albergo.

Denis Moro non ha rivelato la "importante e seria realtà imprenditoriale" interessata alla Melegatti, ma alcune indiscrezioni parlano della famiglia Spezzapria, anch'essa vicentina e legata alla Forgital, azienda specializzata nella forgiatura dei metalli. Anche se pare ci sia solo un membro della famiglia Spezzapria interessato e se tutto andasse in porto Melegatti non entrerebbe a far parte della galassia Forgital.

Melegatti è un patrimonio comune da salvaguardare che fa parte della storia degli italiani - è il commento di Moro - Il pandoro e il panettone Melegatti sono stati scelti da intere generazioni di italiani per accompagnare momenti felici e ricorrenze tradizionali. Per preservare e rilanciarne il valore ora una consolidata realtà italiana già presente nell'agroalimentare, nell'ottica di una integrazione verticale, intende scendere in campo e rilevare l'intero stabilimento e il glorioso marchio. Un impegno unitario a differenza di quanto avvenuto in tanti altri casi in cui l'interesse degli acquirenti era limitato al marchio abbandonando al loro destino stabilimento, dipendenti e storia dell'impresa. Noi abbiamo un precisa strategia per Melegatti, crediamo che abbia bisogno di spalle solide, idee chiare di rilancio, consolidate competenze settoriali, collaboratori affiatati e concentrati e un piano di investimenti adeguato alle innovazioni di processo e di prodotto. Amiamo il nostro territorio, le nostre tradizioni e le nostre eccellenze e non vediamo l'ora di vedere i prodotti Melegatti in giro per l'Italia e per il mondo. Siamo in attesa della conclusione del complesso iter di acquisizione durante il quale è seria prassi mantenere la necessaria riservatezza e poi l'impresa italiana, già presente nella filiera agroalimentare, è pronta a riaprire lo stabilimento, assicurare lavoro e investire nello sviluppo e nell'innovazione.

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