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Venerdì, 30 Settembre 2022
Economia

Dalla Cina un imperativo urgente: studiamo di pi

La sfida con l'Oriente non va giocata sulla forza, ma sulla qualit dei prodotti

Di ritorno da un viaggio a Pechino sono rimasto impressionato dalla determinazione imprenditoriale del popolo cinese, confermando tutte le considerazioni di Federico Rampini, profondo conoscitore del paese asiatico. Pur tra enormi squilibri sociali (la povertà è ancora diffusissima) la volontà di crescita dei cinesi si tocca con mano, dove ciascuno dà il massimo, in ogni settore, e con una aggressività imprenditoriale non arrestabile da alcun protezionismo occidentale.

E’ ora che il nostro Paese – e aggiungo il Nord-est cui apparteniamo - si renda consapevole che la sfida va giocata non sulla forza – che non abbiamo – ma sulla qualità dei nostri prodotti e servizi. Sfida non facile vista la enorme quantità di cervelli che la Cina sforna, sia nei settori tecnico- scientifici, che nei settori della finanza (Shanghai ne è l’esempio più evidente).


Gli italiani si possono difendere solo accrescendo le proprie professionalità, aumentando in misura massiccia l’investimento in istruzione e cultura. Sarebbe suicida seguire coloro che, sostenendo il Made in Italy ma solo a parole, riducono le risorse per la scuola, ad ogni livello. La nostra capacità imprenditoriale, solo se sostenuta da una istruzione di eccellenza, può competere con il mondo. E la Cina ci farebbe meno paura.

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