Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia Valverde / Via della Valverde

L'Allarme dell'Aci: "La città sta perdendo la sua vocazione storica"

Da sempre capitale veneta dell'auto, Verona ha visto causa crisi molti storici concessionari chiudere. Il presidente veronese Baso: "Il governo deve intervenire"

"Occorre aprire subito un dialogo con le istituzioni". Queste le parole di Adriano Baso, presidente dell'Automobile Club Verona, a seguito delle parole altrettanto perentorie del presidente nazionale, Angelo Sticchi Damiani. "L'automobile sta diventando sempre più un bene di lusso, non tanto per i prezzi di acquisto ma soprattutto per quelli di gestione". Non c'è pace per il costo del carburante che continua la sua ascesa. Per molti saloni, la richiesta delle auto a carburante tradizionale si sta riducendo drasticamente, con i clienti orientati sulle vetture a propellente eco sostenibile (oltre che più conveniente), e questo riempie i magazzini di invenduti che sono comunque inviati dalle case madri ai singoli showrooms.

I NUMERI A VERONA - È un circolo vizioso che ha portato, anche a Verona, alla chiusura di alcuni dei concessionari storici della città delle marche più svariate. Il calo vendite ad agosto è stato del 20,3% e alcuni dei marchi più importanti a livello europeo, come la Volkswagen, hanno ridotto la produzione riservata all'Italia. Al termine dello scorso anno a Verona circolavano 572.024 autovetture, e si prevede un calo del 10% per la fine di quest'anno, arrivando vicini alle 500mila autovetture. Verona resta tuttavia la città più “mobile”, con un +0,3% rispetto a Padova e un +6,2% rispetto a Vicenza sul numero di veicoli circolanti. Oltre alle autovetture, infatti, vanno considerati anche i mezzi pubblici, gli autocarri, i mezzi agricoli e i motocicli. La contrazione di vendita che si registrerà alla fine dell'anno (tendenza di mercato del circa -15/20%) porterà ad una diminuzione dei veicoli circolanti, ma non paritetica alla diminuzione delle vendite.

L'USATO - È si in calo ma tiene un po' meglio infatti il mercato dell'usato che nel periodo estivo ha registrato una variazione del -9,38% rispetto allo scorso anno. Tuttavia i dati dimostrano che l'auto usata surclassa le vendite tradizionali. Sul volume venduto di agosto il nuovo incide infatti per il 19,5% mentre l'usato copre il restante 80,5%. Per gli acquisti di “seconda mano” vince ancora il gasolio, dato che le vetture a GPL sono ancora troppo convenienti per essere messe in vendita.

IBRIDO ANCORA INDIETRO - Discorso diverso per le tecnologie ibride miste e complete, che iniziano ad uscire dalle fabbriche, che si presentano sui listini con dei prezzi piuttosto alti rispetto alla concorrenza che le inseriscono nelle fasce medio-alte e quindi non alla portata di tutti. Per vedere auto elettriche a prezzi concorrenziali occorrerà aspettare ancora qualche anno. "Una prima misura efficace, immediata e di facile attuazione dovrà essere la riduzione delle accise sui carburanti. La politica del Governo è stata finora improntata soltanto al facile e immediato prelievo dalle tasche degli automobilisti che, oggi più che mai, stanno riducendo l’uso dei veicoli cercando invano di ridurre le spese. Ci rimettono le famiglie e ci rimette lo Stato che malgrado tutto incamera meno di quanto previsto".

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