Crisi Ferroli: l'azienda e i sindacati raggiungono un accordo sull'integrativo

Dopo una lunga trattativa, le due parti sembrano aver trovato un'ipotesi di intesa, che verrà sottoposta martedì all'assemblea dei lavoratori che, con un referendum, deciderà se appoggiarla o meno

Un'ipotesi d'intesa è stata raggiunta nella giornata di venerdì dalla direzione della Ferroli e i rappresentanti sindacali di Fim Cisl e Fiom Cgil di Verona, Belluno e Treviso, al termine di una lunga trattativa. L'oggetto dell'incontro era la disdetta della contrattazione di secondo livello e l'utilizzo degli ammortizzatori sociali alla scadenza del contratto di solidarietà, fissata per lunedì 16 novembre. Un tema questo che in primavera aveva suscitato non poche polemiche, dal momento che più di una realtà del settore decise di affidarsi a questa misura e ora, dopo che pochi giorni fa è stato presentato un piano di ristrutturazione del debito, una bozza d'accordo sembra essere stata raggiunta, come afferma il giornale L'Arena. 
"L'ipotesi d'intesa prevede la conferma del 100% della parte alta della busta paga e una quota di 200 euro lordi a titolo di premio feriale fisso: a ciò va aggiunta una quota una tantum di 1.500 euro lordi come transazione per gli arretrati dal primo gennaio al 31 ottobre. Inoltre, le parti si sono impegnate ad attivare, dopo il 16 novembre, una copertura di ammortizzatori sociali, in particolare cassa integrazione straordinaria, per ulteriori 12 mesi", questo è ciò che viene riportato nella nota del sindacato pubblicata dal giornale scaligero. Ora l'accordo verrà sottoposto martedì all'assemblea dei lavoratori, che potranno approvarlo o meno tramite un referendum. 
Un punto d'incontro tra azienda e sindacati che è stato raggiunto anche grazie alla missiva inviata da quest'ultimi al tribunale, con la quale si evidenziava la necessità di tornare ad una condizione precedente alla disdetta del contratto integrativo: questo perché i 900 dipendenti dell'azienda di San Bonifacio sono inclusi nel gruppo dei creditori coinvolto dal piano di ristrutturazione, che per essere mologato prevede che non vi siano vertenze aperte tra i soggetti. 

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