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Allarme vini fermi, crescita export pari a zero. A trainare il mercato è solo il Prosecco

«Cresciamo solo per effetto di un unico prodotto, il Prosecco. - ha spiegato il direttore generale di Veronafiere Mantovani - Qualcosa sta fermando il mercato dei vini fermi»

Il dg Veronafiere-Vinitaly Giovanni Mantovani - immagine d'archivio

Solo il Prosecco-power dà smalto alle vendite all'estero dei vino italiano, che peraltro dovrà fare i conti con incognite di peso - a partire da Brexit e dalle politiche di Trump - sui mercati storici delle etichette made in Italy. A riferirlo è il sito dell'Ansa che riporta le autorevoli dichiarazioni del direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, intervenuto giovedì all'incontro Coldiretti su "Mercati del vino e innovazioni in vigna": «Il settore ha vissuto una crescita come pochi altri. In dieci anni - ha spiegato il dg Veronafiere-Vinitaly - il made in Italy è cresciuto in valore del 74%, quasi tre volte più dell'intero manifatturiero, e quasi il quadruplo rispetto all'abbigliamento e al tessile, e a fine anno è atteso un'altra performance record delle vendite all'estero per circa 6 miliardi».

Non è tutto oro quello che luccica, tuttavia, poiché questi numeri importanti non sono dovuti ad una crescita globale del settore, bensì ad un prodotto specifico: «Cresciamo solo per effetto di un unico prodotto, il Prosecco. - ha sottolineato Mantovani - Qualcosa sta fermando il mercato dei vini fermi, a partire dalle agevolazioni doganali che hanno i nostri competitor in Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica. Inoltre il mondo del vino spagnolo corre e a fine anno - ha segnalato Mantovani con preoccupazione - la nostra crescita dell'export, al netto degli sparkling, il Prosecco appunto, sarà pari a zero».

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