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(Foto generica di repertorio)

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Dal commercio al turismo, stesse richieste al Governo: «Ristori e certezze»

Il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena: «Le misure di ristoro devono essere tempestive e adeguate». Mentre ancora in forse la riapertura della stagione turistica invernale prevista per il 18 gennaio

Ristori e certezze. Questo è quanto chiede il mondo economico alle istituzioni, in particolare al Governo, in questo periodo di emergenza dovuto alla presenza del coronavirus. Dal commercio al turismo, dai servizi ai trasporti, non c'è settore che non abbia patito a causa delle limitazioni introdotte per impedire al virus di diffondersi.

Per il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena, le imprese hanno avuto fin da subito un atteggiamento collaborativo, rispettando le regole imposte. «Hanno attuato tutte le misure, investendo risorse in presidi sanitari, in innovazione e adottando puntualmente i protocolli di sicurezza, col senso del dovere civico e di rispetto per la salute individuale», ha spiegato Arena, che ora chiede anche al Governo di fare la sua parte, garantendo «misure di ristoro tempestive e adeguate a sostegno delle imprese ma anche una reale programmazione della campagna di vaccinazione per impedire all'Italia di perdere terreno rispetto al resto del mondo. Serve arrivare in tempi brevi all'immunità di gregge oppure, a causa delle continue e cervellotiche restrizioni, migliaia di imprese del terziario, già sull'orlo del baratro, dovranno dare forfait, anche nel Veronese, con gravissime implicazioni di natura sociale ed economica». E di sicuro non va incontro alle esigenze degli esercenti la ventilata ipotesi di bloccare anche l'asporto dopo le 18. «Un ulteriore stop del tutto inaccettabile», l'ha definito il presidente di Confcommercio, secondo cui ci sarebbero ancora incognite e punti oscuri che non fanno intravvedere la luce in fondo al tunnel. «Chiediamo una certezza di prospettiva - ha concluso Arena - Esigiamo rispetto per il ceto non garantito degli Imprenditori. È in gioco il futuro del Paese e del nostro territorio. Va messa sul piatto la massima disponibilità e serve spirito di responsabilità e sacrificio da parte di tutti».

Ed un altro settore che ha sofferto fin dal primo giorno dell'emergenze è quello del turismo e attualmente è quello invernale ad essere più in difficoltà. Gli impianti sciistici sono chiusi ed è possibile anche che non riaprano il prossimo 18 gennaio, data che era stata fissata da un'ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza. «Un nuovo rinvio impone ancor più allo Stato di assumere impegni seri nei confronti del settore, tali da garantire ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite», ha commentato l'assessore regionale al turismo Federico Caner, il quale ha comunicato l'approvazione di un nuovo protocollo per lo svolgimento in sicurezza delle attività sciistiche. Protocollo ora al vaglio del comitato tecnico-scientifico. «Prosegue il nostro lavoro coordinato per far sì che, compatibilmente con le misure anti-Covid, la stagione invernale, a tutt'oggi ancora al palo, non sia definitivamente pregiudicata - ha precisato l'assessore - Il testo approvato rappresenta un passo avanti, ma rimane da definire chiaramente al più presto se, quando e dove la stagione invernale potrà iniziare. Chiediamo al Governo di individuare una possibile data certa per l’apertura e assicurare comunque finanziamenti solleciti e adeguati a ristoro delle perdite di fatturato patite da tutte le aziende della filiera, da quelle impiantistiche a quelle del ricettivo, dell’ospitalità e dei servizi, fornendo il necessario sostegno a imprese e lavoratori».

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