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Economia Centro storico / Piazza Bra

Consumi di mercato in risalita ma ancora lontani dai livelli pre-pandemia

Il Veneto è la regione con la differenza negativa più alta (-22,9%) tra i consumi registrati a novembre 2021 e quelli di novembre 2019. Percentuali negative anche per la provincia e per la città di Verona

L'Osservatorio permanente Confimprese-Ey sui consumi di mercato ha analizzato i dati di novembre 2021 sullo stesso mese 2019, rilevando un calo dei consumi in Italia del 13%. Rispetto a novembre 2020, invece, i consumi sono aumentati del 131%, ma il confronto con l'anno scorso non offre un quadro veritiero e corretto per via delle restrizioni applicate durante l’emergenza pandemica. Permangono, inoltre, le incertezze sul rialzo dell'inflazione che scuote le economie mondiali e sulla cui transitorietà i pareri dei banchieri internazionali si dividono.

Il dato progressivo dell'anno mostra comunque un +14% sul 2020, ma ancora un pesante gap sul 2019 pari al -24%. Forti le differenze fra settori di attività, dove abbigliamento/accessori sono ancora pesantemente sotto nel progressivo del 2019 con -27% e anche nel mese di novembre sono il settore più penalizzato in flessione del -21% rispetto a due anni fa. La ristorazione è il settore con le peggiori performance sul progressivo, -30% sul 2019, ma mostra maggiori segnali di dinamicità nel recupero con -12% sul 2019 nel mese di novembre. Infine, la buona notizia arriva dal non food, che ha quasi chiuso il gap con il 2019 con un -2% sul progressivo anno e registra un dato positivo sul mese (+8,8%) rispetto al 2020, grazie al positivo effetto di alcune categorie e operatori come quelli legati alla casa e alla tecnologia.

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Quanto ai canali di vendita, il trend più brillante arriva dalle location di prossimità (zone periferiche delle metropoli e shopping area delle città di provincia), che chiudono novembre con un -13%, 11 punti meglio rispetto alla media Paese sul progressivo del 2019. Continua il trend negativo dei viaggi, che rimane il settore più penalizzato sul 2019 sia sul mese -26% sia sul progressivo anno -49% e -25 punti percentuali meno della media Paese. Male anche i centri commerciali, che chiudono novembre a -19,4% su novembre 2019 e a -31,9% sul progressivo anno sempre a confronto col 2019. Andamenti simili si riscontrano anche per le high street in flessione del -19,3% sul 2019 nel mese e del -26% nel progressivo anno.

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Nelle aree geografiche è sempre il Sud a soffrire meno, sia nel mese (-5%) sia nel progressivo anno (-15%) in confronto al 2019. L’area Centro chiude novembre a -13% e il progressivo anno sul 2019 a -24%. Un andamento simile si riscontra al Nordovest rispettivamente a -13% e -26%. Fanalino di coda il Nordest con un mese di novembre a -20% e un progressivo anno a -31%.

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«La fotografia di novembre - afferma Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese - delinea un rallentamento rispetto al mese di ottobre che, con un -6% sul 2019, era stato il mese migliore da marzo 2020 e aveva fatto sperare in un pieno imminente recupero. Si assiste, dunque, a una parziale battuta di arresto sulla strada del recupero dei livelli pre-pandemia che mostra come, anche in assenza di restrizioni, le preoccupazioni dei consumatori per la crisi sanitaria e le prospettive economiche pongano serie limitazioni a una piena ripresa».

Quanto alle aspettative di vendita sul Natale da parte delle aziende, anche se si registrasse un aumento del 30% sul 2020, il gap tra 2021 e 2019 sarebbe comunque pari al -22% a causa del forte decremento nel 2020 rispetto al 2019 (-40% in media). Stefano Vittucci di Ey Italia ha commentato: «Rispetto alla crescita del mese precedente (circa +10%), osserviamo un rallentamento nel mese di novembre dove le vendite risultano essere in linea a quelle del mese di ottobre. Particolarmente colpiti sono il settore abbigliamento e il canale dei centri commerciali. Confermato il buon andamento nelle aree non metropolitane che questo mese registrano vendite simili a quelle del novembre 2019 rispetto alla media nazionale che registra -13%, a dimostrazione che i consumatori continuano a privilegiare anche nel periodo precedente al Natale i negozi di prossimità».

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Tra le principali regioni, il confronto tra novembre 2021 e novembre 2019 vede solamente in Puglia un trend positivo (+6,5%) mentre le altre che seguono rilevano trend ancora negativi. E tra le peggiori c'è il Veneto (-22,9%).

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L'analisi per città rileva il primato di Napoli che chiude novembre 2021 con un +5% rispetto a novembre 2019. E i valori peggiori si registrano nell'ordine a Bologna (-33%), Verona (-30%) e Venezia (-27%).
L'analisi per province tra novembre 2021 e novembre 2019 evidenzia Bari in testa (+10%), mentre i valori più bassi sono nelle province di Bologna (-27,9%), Venezia (-24,2%), Verona (-22,9%), Firenze (-21,2%) e Padova (-20,9%).

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