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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Fiera, architetti russi innamorati del made in Italy

È quanto emerso questa mattina nel corso del convegno “Focus sul mercato russo: opportunità di business”, ospitato nel Centrocongressi della Fiera di Verona

Per il distretto del marmo veronese  è un treno da non perdere, a patto però che le aziende si presentino unite. Il mercato russo del building, dell’interior design e del contract ha infatti  fame di made in Italy, sinonimo di qualità e stile anche tra architetti e designer locali. E in un Paese, come la federazione russa, con un Pil cresciuto del 4,9 per cento nel solo primo trimestre 2012 e un piano urbanistico che a Mosca nei prossimi tre anni prevede fino a 30 miliardi di dollari di investimenti, le occasioni per fare affari  non mancano.

È quanto emerso questa mattina nel corso del convegno “Focus  sul mercato russo: opportunità di business”, ospitato nel Centrocongressi della Fiera di Verona. L’evento è una tra le iniziative della seconda edizione di Verona Forum Stone, la tre giorni, dal 17 al 19 maggio,  con l’obiettivo di far conoscere  le aziende e la realtà produttiva scaligera ad una delegazione di grandi buyer arrivati dalla Russia. Ad organizzarla  il Centro Servizi Marmo, AS.MA.VE. e  Consorzio Val di Pan, con la collaborazione di Marmomacc (www.marmomacc.com), la più importante manifestazione internazionale di Veronafiere dedicata alla filiera della pietra naturale, in programma dal 26 al 29 settembre 2012.

All’incontro hanno preso parte Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, Filiberto Semenzin, presidente del Centro Servizi Marmo, Alessandro Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Verona, Antonella Maria, funzionario per le Politiche di internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, Daniela Bonomi, segretaria generale di Conoscere Eurasia, Silvia De Mase, in rappresentanza del Banco Popolare di Verona, Giovanni Battista Alberti, presidente dei dottori commercialisti di Verona e l’avvocato Antonella Musaraca che ha selezionato i relatori.

Lo scenario delineato dagli interventi è quello di un mercato russo ormai maturo (il Paese entrerà nel WTO, World Trade Organization, entro qualche mese) e, soprattutto, in grado di apprezzare e ricercare l’italianità dei prodotti lapidei. Alla Russia serve però il know how specifico, con assistenza pre e post vendita, perché gli architetti conoscono ancora poco i diversi tipi di marmi e graniti e la loro interazione con i climi rigidi.

Le occasioni di penetrazione per l’export delle aziende veronesi sono quindi  importanti, come ha spiegato Daniela Bonomi: «Nei prossimi anni il settore legato alle costruzioni in Russia avrà un forte impulso grazie ad una serie di eventi come le Olimpiadi invernali del 2014, i Mondiali di calcio del 2018, senza dimenticare il progetto “Grande Mosca” in cui saranno investiti dai 15 ai 30 miliardi di dollari per espandere la capitale da 1.700 a 2.500 chilometri quadrati».

Le prospettive per il marmo veronese oggi sono buone, ma possono migliorare. Le aziende del Distretto hanno reagito meglio di altre alla crisi, recuperando il biennio nero 2007-2008. Tanto che, nel 2011, l’export verso la Russia ha ricominciato a crescere passando da 5,8 milioni di euro a 9,1 milioni, con un balzo in avanti di oltre il 54 per cento sul 2010.

In Russia, come all’estero, alle PMI serve far massa critica ma il marmo veronese va ancora troppo in ordine sparso: "Su 500 aziende del comparto – ha detto Alessandro Bianchi –, circa la metà affronta solo con le proprie forze la sfida dei mercati globali".


Questo si traduce spesso in uno svantaggio competitivo dal momento che  per Antonella Maria "la globalizzazione oggi è imprescindibile ed è sempre più necessario un supporto all’internazionalizzazione con interlocutori intermedi come gli enti fieristici".

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