Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia Santa Lucia e Golosine / Via Sommacampagna

Produzione manifatturiera veronese: cinque anni di crescita continua

A riferirlo è Confindustria Verona, che sottolinea come nel secondo trimestre la crescita sia stata del +2,81% rispetto allo stesso periodo del 2017

Crescita superiore alle aspettative per l’economia veronese, che nel secondo trimestre dell’anno arriva a +2,81% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A riferirlo è Confindustria Verona, per la quale risultano positive anche le previsioni per il prossimo trimestre, con le imprese che si aspetterebbero un incremento del +1,71%.

Secondo l'associazione, per l’86% degli imprenditori la capacità produttiva è normale o soddisfacente, con il portafoglio ordini che permette al 78% delle aziende una prospettiva di lavoro a medio e lungo termine.
Risultano in crescita gli indicatori commerciali di vendite e ordini. Le performance migliori le ha registrate il mercato italiano con un incremento del 3,44%, mentre il mercato UE arriva a +2,31%, e il mercato con i Paesi extra UE segna un +1,09%.

L’occupazione invece avrebbe mantenuto un trend stabile di cauta attesa, mentre è stata registratata una lieve riduzione del clima di fiducia, che risente dell’andamento dello scenario nazionale e internazionale. Prosegue infine la crescita stabile del mercato dei servizi. 

Si conferma la tenuta del nostro sistema produttivo che ormai da 5 anni segna incrementi positivi della produzione - ha detto Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona -. Se tutti gli indicatori risultano positivi tuttavia registriamo una leggera frenata delle vendite nei mercati Extra UE e un calo del clima di fiducia su cui probabilmente pesano le notizie che arrivano dal contesto nazionale e internazionale.
Dati in linea con quanto evidenzia il nostro Centro Studi che a livello globale segnala un rallentamento del PIL in alcuni paesi e rischi al ribasso in aumento. Legati soprattutto ai dazi commerciali e all’eventuale escalation protezionistica, oltre che ai rincari energetici e a tensioni finanziarie in alcuni emergenti.
Al di là delle oscillazioni mensili la dinamica della produzione industriale resta espansiva ma è meno vivace rispetto al 2017.
Nei prossimi mesi ci aspettiamo che si definiscano meglio alcuni scenari e ci auguriamo che il Governo rimetta al centro della discussione la politica industriale come leva di sviluppo del Paese avviando iniziative che ci permettano di giocare da protagonisti sui mercati e non di chiuderci in difesa dentro i nostri confini.
Interscambio internazionale, infrastrutture, mobilità di merci e persone con l’avvio delle grandi opere collegate alla TAV, agevolazione dell’occupazione sono alcuni degli elementi essenziali per un fare impresa moderno ed espansivo che il nostro Paese, la seconda manifattura in Europa, si aspetta e merita.

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