Confidustria Verona: «Crescita prosegue ma la produzione perde di slancio»

«Su questo risultato pesa in modo particolare l’incertezza a livello nazionale con la domanda interna ferma e particolarmente fragile», ha detto il presidente Michele Bauli

Michele Bauli

Nel primo trimestre dell’anno la produzione veronese sfiora un incremento di un punto percentuale, +0,94, superando le previsioni di fine anno che si erano fermate a +0,61 ma perdendo di slancio rispetto all’ultima rilevazione
A dirlo è Confindustria Verona, secondo la quale le previsioni confermano lo scenario con gli imprenditori che si aspettano una crescita del +1,08% nel secondo trimestre del 2019.

Si mantiene su buoni livelli l’utilizzo della capacità produttiva che per il 79% delle aziende intervistate risulta normale o soddisfacente, solo il 21% è insoddisfatto.

Diminuisce lievemente la consistenza del portafoglio ordini (-0,2%), che assicura comunque al 64% delle aziende prospettive di lavoro a medio e lungo termine. 

Si conferma la tenuta delle esportazioni con le vendite verso il mercato europeo che segnano +2,18% e quelle verso il mercato extra-UE a +2,28%. Debole la domanda interna che dopo il buon risultato di fine anno si ferma a +0,48%, sintomo di un clima di incertezza.

La fiducia degli imprenditori è tornata a migliorare per l'economia locale. Rimane invece stazionaria quella per il mercato nazionale, peggiora il clima per il mercato internazionale a causa della forte incertezza che ancora lo caratterizza.

I risultati di quest’ultima rilevazione confermano i timori che avevamo espresso a fine anno. La nostra provincia prosegue nel suo trend di crescita ma la produzione perde di slancio - ha commentato Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona -. Su questo risultato pesa in modo particolare l’incertezza a livello nazionale con la domanda interna ferma e particolarmente fragile.
Anche la produzione industriale italiana nel trimestre in corso risulta debole. Seppur ci siano segnali di una risalita del clima di fiducia in generale le prospettive non sono delle più rosee.
Lo spread che continua a salire e il richiamo dell’Unione Europea alla manovra di bilancio rendono particolarmente incerto lo scenario, mentre il Paese per crescere ha bisogno di stabilità e di una strategia chiara che non si limiti a tatticismi fra i diversi partiti politici.
Spero che la fine della campagna elettorale europea possa riportare un po’ di serenità e rifocalizzi la nostra classe politica sulle cose importanti ed essenziali per il paese.
Le priorità di Verona e dell’Italia saranno al centro alla nostra assemblea in programma l’11 giugno. Un momento di condivisione per disegnare il paese del domani senza illusioni, ma con la sana ambizione di fare rapidamente scelte possibili in grado di realizzare l’Italia che vorremo.

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