Artigiani e commercianti bocciano il dpcm sulla Fase 2: «Rischio default»

L'eccessiva prudenza del provvedimento che cadenzerà le riaperture dal prossimo 4 maggio potrebbe far perdere migliaia di posti di lavoro. Ed anche il settore del turismo sembra essere ignorato

Foto di repertorio

«Non funzionale», l'ha definito il presidente del Veneto Luca Zaia; per il sindaco di Verona Federico Sboarina è «deludente»; per i vescovi italiani «compromette la libertà di culto»; e per la Lega di Verona «compromette il futuro di tante attività economiche». Il decreto del Governo per la fase di convivenza con il coronavirus, la cosiddetta Fase 2, è stato presentato ieri sera, 26 aprile, dal premier Giuseppe Conte e in meno di 24 ore ha collezionato un'altissima montagna di critiche.

Al presidente del consiglio viene contestata l'eccessiva prudenza per la riapertura dei negozi. Molte piccole imprese commerciali speravano di poter riaprire dal prossimo 4 maggio e invece dovranno ancora aspettare, alcune di loro fino al 18 maggio ed altre addirittura l'1 giugno. «Il rischio default dell'economia veronese sta facendo inferocire imprenditori e cittadini - ha commentato Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona - Si sta andando avanti a passi troppo brevi e si rischia di penalizzare senza via di ritorno il terziario di mercato ed il turismo, cioè tutte quelle aziende chiuse dall’inizio dell’emergenza. Ogni giorno di chiusura in più produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro. Solo gli esercenti Fipe-Confcommercio stimano altri 9 miliardi di euro di danni che portano le perdite totali a 34 miliardi dall'inizio della crisi: moriranno oltre 50.000 imprese e 350.000 persone perderanno il loro posto di lavoro».
Per aiutare l'economia, il Governo ha varato dei provvedimenti ed altri saranno annunciati nei prossimi giorni, ma per Paolo Arena queste iniziative stenterebbero a decollare. «Servono risorse e servono subito a fondo perduto perché il conto alla rovescia è iniziato - ha dichiarato il presidente di Confcommercio - Siamo ancora fiduciosi che possa emergere una proposta che consenta di anticipare i tempi della ripartenza per le nostre imprese senza mai perdere di vista la sicurezza delle persone. C'è in gioco il futuro dell'economia italiana e del Paese tutto».

Altre stime, fatte da Casartigiani Veneto, parlano di 3.500 veronesi che perderanno il lavoro, di fatturati azzerati e dell'esplosione dell'abusivismo, soprattutto nel settore dei servizi alla persona. Parrucchiere ed estetiste dovrebbero restare chiuse anche per tutto maggio. «I professionisti dei servizi alla persona - ha dichiarato Andrea Prando, segretario regionale Casartigiani Veneto - si sentono trattati come una componente di serie B. Probabilmente ancora non ci si è resi conto del danno irreparabile che si sta consumando». E a queste decisioni è direttamente collegato il fenomeno dell'abusivismo, ovvero la presenza di operatori irregolari che si improvvisano ad esempio acconciatori senza averne i requisiti e che rappresentano un pericolo per la salute ancor più grande in questa fase di emergenza sanitaria. «Il fenomeno del sommerso, vista la situazione, non è più tollerabile e i controlli su questi abusi vanno eseguiti con la stessa solerzia con cui si controllano gli esercizi regolari - ha concluso Prando - Gli abusivi vanno puniti senza esitazioni».

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Nel decreto del Governo sulla Fase 2 non viene toccato dal punto di vista economico il settore del turismo. E di questo se ne lamenta l'assessore regionale competente del Veneto Federico Caner: «Se si aspetta ancora, la stagione estiva sarà definitivamente e totalmente compromessa, per il mare come per la montagna, per il lago come per le terme e per tutte le altre destinazioni turistiche del Veneto. I nostri operatori sono allo stremo perché non sanno cosa rispondere a chi chiede informazioni sulla possibilità di prenotare, con quali accorgimenti potranno soggiornare nelle strutture ricettive, come si accederà a uno stabilimento balneare o a un impianto di risalita in montagna. L’assenza di certezze sta di fatto impedendo qualsiasi ripresa. E il Governo deve anche scongiurare il presunto accordo che garantirebbe una corsia preferenziale ai turisti tedeschi e austriaci che decidessero di trascorrere le loro vacanze in Croazia: una squallida e sleale concorrenza che sarebbe davvero un colpo di grazia per il settore».

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