Speculazioni in agricoltura, salgono i consumi ma cala il volume d'affari

Qualcosa non quadra nella filiera agroalimentare veneta secondo Coldiretti. E l'assessore regionale Giuseppe Pan chiede maggiori controlli sulle importazioni di latte crudo e di latticini

Foto di repertorio

Qualcosa non torna nella filiera agroalimentare veneta: dal mondo lattiero caseario a quello dell'ortofrutta i consumi aumentano mentre cala il volume d'affari di stalle, cooperative e aziende agricole. Secondo alcuni dati forniti da Iri, nel Nord Est l'incremento degli acquisti nei supermercati supera persino la media nazionale. Però gli asparagi di stagione rimangono in magazzino con il rischio che vengano buttati poiché deperibili non trovando al momento sbocco nella grande distribuzione organizzata (gdo), mentre ai produttori di latte si annunciano variazioni di prezzo.

Per Coldiretti Veneto e Verona, la soluzione a questo problema è la creazione di un nuovo modello economico basato sulla trasparenza e sul principio della valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano. Infatti, nonostante il blocco delle frontiere per l'emergenza sanitaria, sugli scaffali sono presenti ancora prodotti esteri.
E così, dopo la campagna #mangiaitaliano, per combattere le speculazioni tipiche dei momenti di guerra è nata «l'alleanza salva spesa Made in Italy con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole» promossa da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distribuzione commerciale (Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè). Nell’appello ai cittadini e alle istituzioni, si legge in particolare: «Anche in questi momenti di emergenza la catena produttiva, logistica e distributiva è riuscita a garantire i beni necessari per tutte le famiglie italiane. Il modo per ringraziare tutte queste persone del loro sacrificio e forte senso di responsabilità è uno solo: ogni volta che puoi chiedi e compra prodotti italiani. Noi dal canto nostro faremo la nostra parte. Vigilando insieme che lungo tutta la filiera sia premiato e valorizzato chi adotta pratiche commerciali corrette e trasparenti. Ed escludendo e denunciando chiunque possa pensare in un momento così delicato di speculare o approfittare di situazioni di carenza o di eccesso di prodotto abbassando il prezzo ingiustificatamente sui prodotti più richiesti. Chiediamo al Governo e alle autorità pubbliche di aiutarci nel lavoro di rifornire gli italiani dei beni essenziali, con provvedimenti semplici e chiari che permettano con la massima sicurezza possibile la continuità della raccolta, della produzione, della trasformazione e della distribuzione dei prodotti di largo consumo».

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E a vigilare ci pensa anche la Regione Veneto. L'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan ha scritto al Ministero della Salute, alla direzione veterinaria e ai Nas per chiedere maggiori controlli sulle importazioni di latte crudo e di latticini dall'estero. «In questo momento di crisi, la filiera veneta del latte, dalle stalle al piccolo caseificio fino alle grandi cooperative e imprese, va tutelata da speculazioni, ribassi indebiti dei prezzi, distorsioni delle catene di approvvigionamento e distributive - ha sottolineato Pan - Credo sia interesse anche del Governo monitorare con attenzione i flussi in entrata e in uscita, prima di definire le misure straordinarie di intervento e di sovvenzione ai vari anelli della catena produttiva, nella comune convinzione di dover riservare un'attenzione privilegiata ai produttori che sono il primo anello della filiera».
Un'iniziativa, quella di Pan, che soddisfa la Coldiretti, la qualche chiede «azioni per accedere ai dati e ai nominativi delle industrie di trasformazione che in piena emergenza da coronavirus continuano ad importare dall'estero latte e cagliate - ha aggiunto il presidente di Coldiretti Veneto e Verona Daniele Salvagno - e annunciano riduzioni di prezzo del latte alla stalla dei nostri allevatori con la scusa della sovrapproduzione, mettendo in ginocchio la zootecnia veneta».

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