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Coldiretti: «Bene la proroga del permesso di soggiorno per gli "stagionali"»

«Rimane ancora aperta la questione dei voucher, strumento da semplificare per avere la disponibilità di manodopera». Così l'associazione di categoria ha commentato la situazione relativa ai braccianti utili all'agricoltura

«La proroga al 31 maggio dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale evita agli stranieri di rientrare nel proprio Paese di origine in piena raccolta nelle campagne. Rimane ancora aperta la questione dei voucher, strumento da semplificare per avere la disponibilità di manodopera». È il commento di Coldiretti Verona riferendosi ai braccianti, in genere 4mila nella stagione estiva, che mancano alle aziende agricole scaligere impegnate nelle varie fasi di attività: dalla lavorazione del terreno alla manutenzione dei mezzi meccanici, dalla potatura alla cura degli animali fino alla raccolta di ortaggi e frutta. L’intervento della federazione regionale è legato all’incontro tra il presidente Ettore Prandini con il premier Giuseppe Conte e i ministri Bellanova, Catalfo, Gualtieri e Patuanelli dove è stato sottolineato nuovamente il problema.

«Per non far marcire i prodotti nelle campagne e garantire le forniture alimentari alla popolazione è necessario agevolare il ritorno temporaneo dei lavoratori da Paesi dell’Unione Europea attraverso corridoi verdi come hanno già fatto Gran Bretagna e Germania con la Romania. e con questo obiettivo – ha riferito Prandini - abbiamo aperto un canale di collaborazione con il massimo rappresentante diplomatico del governo di Bucarest in Italia, l’ambasciatore George Bologan.
Ma – ha continuato Prandini – è importante aprire il più possibile il mercato alle opportunità di lavoro per gli italiani che rischiano il duro impatto occupazionale della crisi economica da coronavirus. E per questo è ora necessaria subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire limitatamente al periodo di emergenza da parte dei beneficiari di ammortizzatori sociali ma anche di studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne.
Sono l’unico strumento – ha concluso Prandini - per affrontare realisticamente in tempi rapidi una situazione che si sta facendo drammatica, con il calendario delle raccolte che si intensifica con l’avanzare della primavera. Dopo fragole, asparagi, carciofi e altri ortaggi, con l’aprirsi della stagione i prodotti di serra lasciano il posto a quelli all’aperto, partendo dal sud per arrivare al nord. Da maggio a ottobre i campi avranno bisogno di braccianti per far arrivare alle tavole meloni, cocomeri, pesche, albicocche, mele, pere. Da non dimenticare olive e uva per fare olio e vino verso l’autunno».

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