Coldiretti: «Prezzi della frutta alle stelle a causa dei cambiamenti climatici»

L'associazione dei consumatori analizza i dati Istat di giugno e invita i consumatori ad acquistare prodotti italiani e sostenere la campagna #mangiaitaliano

Un momento di raccolta delle pesche

Pesche veronesi pagate al produttore 0.40 centesimi, albicocche poco più di un euro, ma costo triplicato al consumatore. In piena stagione estiva, balzano, in generale, i prezzi della frutta che fanno segnare un aumento dell’11,1% rispetto allo stesso periodo del scorso anno, per effetto del clima pazzo che ha sconvolto i raccolti e ridotto le disponibilità sui mercati. Agricoltori veronesi in piena raccolta negli oltre 13 mila ettari vocati e rilevazioni di prezzi alle stelle.
È quanto afferma Coldiretti nel commentare i dati Istat a giugno che evidenziano un aumento dei prezzi alimentari nel carrello del 2.5%, in controtendenza all’andamento negativo dell’inflazione su base annua. A pesare è stata una maledetta primavera, sottolinea la Coldiretti, iniziata con il gelo che ha compromesso le fioriture ed è proseguita con il caldo torrido e la siccità, per andare a concludersi con le tempeste di vento e grandine. Il risultato sarebbe dunque la perdita a livello nazionale di più un frutto su tre con il crollo dei raccolti, dalle pesche alle nettarine (-28%) alle albicocche (-58%) fino alle ciliegie, ma danni sono stati subiti anche da verdure ed ortaggi con la perdita del lavoro di un intero anno in molte aziende agricole.
In un momento difficile per l’economia e l’occupazione nazionale il consiglio della Coldiretti è di acquistare prodotti italiani e sostenere la campagna #mangiaitaliano. Per non cadere nell’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy è importante verificare sempre l’origine nazionale in etichetta che è obbligatoria per la frutta e verdura ma è anche importante intensificare i controlli per combattere frodi, inganni e speculazioni.

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