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L'appello del Cna dopo la moratoria dei crediti: "Non basta, si trovino nuovi mercati e investimenti"

Tra il 5 % e il 15 % delle imprese veronesi ha usufruito del provvedimento che ha prorogato la possibilità di sospendere il pagamento delle rate di mutui e leasing, ma la situazione economica resta comunque drammatica

Moratoria dei crediti, boccata d’ossigeno per alcuni artigiani e piccole medie imprese. In provincia di Verona si stima che tra il 5% e il 15% delle imprese, a seconda della fonte creditizia, abbiano usufruito entro lo scorso 31 marzo del provvedimento che ha prorogato la possibilità di sospendere il pagamento delle rate di mutui e leasing. Importante, ma non basta. Angiolina Mignolli, Presidente CNA, Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa di Verona, commenta la nota di Rete Imprese Italia che esprime “soddisfazione per l’accordo con l’Abi che ha portato alla proroga di tre mesi della moratoria dei crediti nei confronti delle piccole e medie imprese”.

“Va bene la boccata d'ossigeno in un momento di instabilità economica e politica come l'odierna, ma non basta – afferma Angiolina Mignolli, Presidente CNA Verona -. Le imprese hanno bisogno di fiato per poter programmare e investire se vogliono superare il drammatico momento. Il rincorrere continuo a tamponare i debiti ti fa perdere di vista l'obiettivo primario: trovare soluzioni rispetto a nuovi progetti, nuove opportunità e cambiamento di rotta”.

La misura, si legge nella nota di Rete Imprese (composta da Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confocommercio, Confesercenti), si è resa necessaria a fronte della permanenza di una situazione di difficoltà che richiede il mantenimento di misure di sostegno in favore delle imprese e che, oltre a certificare la volontà di proseguire sul terreno del dialogo e della collaborazione tra le imprese e il sistema bancario, rappresenta certamente un efficace strumento per dare ossigeno alle imprese stesse, soprattutto quelle del commercio, del turismo, del terziario e dell’artigianato sempre più schiacciate dal prolungarsi della crisi.

“Ma è necessario andare oltre”, aggiunge la Presidente CNA. “È necessario programmare la risalita con un progetto a medio e lungo periodo per tutti, che dia un minimo di speranza e di entusiasmo nel reinvestire: allora i costi e i debiti da affrontare possono avere un bilanciamento positivo di crescita e qui è impegnata CNA, nel coordinare sia l'intervento politico che pratico del supporto e di accompagnamento alle imprese associate.

Quello che CNA chiede è però anche un'immediata riduzione della pressione fiscale. Non solo: “va perseguita l'azione di semplificazione degli atti burocratici diventati insostenibili per le imprese, va risolto il problema dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, e non per ultimo si deve intervenire sul costo del lavoro – continua Angiolina Mignolli -. Tanto si può fare, ma bisogna essere consapevoli che facciamo parte dell'Europa e per essere competitivi ognuno deve fare la propria parte: le piccole imprese, che sono il motore dell'economia, in questo momento non devono essere lasciate sole. Altro che semplice boccata di ossigeno”.

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