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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Economia

Clima e crisi affondano la nostra agricoltura, allarme

Il settore ortofrutticolo in difficolt. Miozzi: "Uniamo i produttori in organizzazioni pi salde"

Il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l'assessore alle Politiche per l'Agricoltura Luigi Frigotto hanno reso noti i dati sulla grave crisi che sta colpendo il settore ortofrutticolo veronese. Sono molteplici le ragioni che nel 2011 hanno messo in ginocchio il comparto veronese ortofrutticolo. Un settore che nel 2010 ha avuto un volume d'affari di 132 milioni di euro, secondo i dati di Confcooperative.

“Questa grave crisi sta colpendo duramente il nostro settore ortofrutticolo, un problema di cui l'agricoltura veronese risente moltissimo perché da sempre è uno dei nostri comparti di eccellenza -ha spiegato il presidente Miozzi -. Gli ultimi dati hanno segnato un forte calo nella produzione, dovuto ai continui cambiamenti climatici, ma anche una contrazione dei prezzi. Anche il tabacco è in forte crisi, prodotto che da sempre ha segnato una grande beneficio alla nostra economia agricola e che sarà costretto a molti tagli causati dalla crisi mondiale. Importante però ricordare che i dati non sono solo negativi, ci sono comunque aspetti positivi come la crescita di produzione e di vendita del riso così come del vino, che hanno portato alte remunerazioni al mercato. I problemi restano comunque molti, è impossibile negarlo, ma impegnandoci a riunire le organizzazioni di produttori in organizzazioni più grandi e salde, riusciremo ad andare incontro alla crisi con molta più sicurezza e forza”.

Tra le cause che hanno contribuito a determinare la crisi, è stata evidenziata la concorrenza da parte delle produzioni estere, sottoposte a standard di sicurezza alimentare meno vincolanti e che spiegano anche i prezzi inferiori sul mercato. Il reddito dei produttori veronesi viene eroso quindi da vari fattori che concorrono a determinare prezzi di vendita e consumi, tra cui l’andamento climatico sfavorevole nei mercati di esportazione, la sovrapposizione dei calendari di commercializzazione a livello europeo, le politiche commerciali della Gdo e la crisi economica in cui versa l’Europa. Tuttavia il sistema cooperativo del comparto ortofrutticolo veronese, che in questi giorni ha approvato i bilanci relativi alla passata gestione, evidenzia risultati economici confortanti e un riconoscimento di prezzo ai soci superiore rispetto agli agricoltori fuori dal sistema aggregato: cooperativa infatti è già filiera.


I produttori di Confcooperative, che nel veronese rappresentano il 45% del peso complessivo del comparto, hanno individuato la “ricetta” che ha determinato un minor impatto della crisi sulle organizzazioni di produttori associate. Le associazioni consentono ai produttori di collocare interamente la merce, poiché le grandi dimensioni consentono alle cooperative di contrattare in modo più efficace con la grande distribuzione. Ne consegue una garanzia di reddito per il socio, meno esposto alle oscillazioni del mercato. I dati relativi alla crisi nel 2011 registrano un calo del 40% della produzione di pesche e nettarine (dovuto all'andamento climatico) con 800mila quintali prodotti e un calo del 40% dei prezzi. Per quanto riguarda le pere, la produzione è uguale all'anno scorso ma i prezzi sono più bassi.

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