Contro la cimice asiatica arriva la vespa samurai: nel Veronese danni per 80 milioni

Nel solo Veneto i danni alle produzioni hanno raggiunto 100 milioni di euro: «Non parliamo di calamità naturale ma di catastrofe», spiega il Presidente Coldiretti Veneto e Verona

I danni alla frutta provocati dalla cimice asiatica - ph Coldiretti Veneto Verona

Per fermare l'invasione della cimice asiatica arriva il via libera alla diffusione in Italia della vespa samurai, nemica naturale dell'insetto che sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche alberi di pesco e albicocca, ciliegi e piante da vivai con danni per ora calcolati in circa 250 milioni di euro.

A renderlo noto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il quale ha chiesto un incontro urgente al ministro dell'Ambiente Sergio Costa che, sentiti il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il ministero della Salute, deve ora autorizzare l'immissione in natura su richiesta delle regioni. La situazione è drammatica, denuncia Coldiretti, soprattutto al Nord. Nel solo Veneto i danni alle produzioni hanno raggiunto 100 milioni di euro, di cui quasi 80 nella sola provincia di Verona.

La "cimice marmorata asiatica" arriva dalla Cina ed è molto pericolosa perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all'anno con 300-400 esemplari alla volta che rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili. «Non parliamo di calamità naturale ma di catastrofe - spiega Daniele Salvagno Presidente Coldiretti Veneto e Verona - Le nostre aziende che producono mele, pere, kiwi, albicocche, pesche ma anche frutti di bosco e peperoni, sono attaccate pesantemente dalla cimice asiatica e i danni, che nel veronese ad oggi ammontano a circa 80 milioni di euro, sono destinati a crescere. La cimice che è arrivata da altri paesi impone di trovare al più presto una contromisura per salvare le imprese del nord e per salvaguardare l’agricoltura italiana»

Nella provincia veronese ci sarebbero già alcune aziende pronte a mettere a disposizione i propri frutteti per la sperimentazione in campo della diffusione delle specie antagoniste come la vespa samurai , dopo le prove già avviate quest’anno. La lotta biologica, però, richiede anni per il raggiungimento di un equilibrio tra le popolazioni. Ne consegue che le risposte emergenziali vanno sostituite nel tempo con l’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale per le fitopatie.

«Per mettere in atto tutto questo - ha aggiunto ancora Daniele Salvagno - non possiamo essere lasciati soli e lanciamo un appello ai sindaci, molti dei quali ben conoscono la portata e le conseguenze dell’invasione delle cimici. Coldiretti ha messo a punto un ordine del giorno che verrà presentato a tutti i consigli comunali veneti per essere approvato a breve. Alle istituzioni chiediamo attenzione e rapidità di risposta, ai sindaci chiediamo di essere al nostro fianco se non vogliamo assistere alla chiusura di centinaia di aziende agricole del nostro territorio».

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