Veneto, cassa integrazione in deroga: presentate oltre 34 mila domande

È il dato di Veneto Lavoro aggiornato alle ore 10 del 27 aprile: «Il numero di richieste di ammortizzatori sociali in Veneto non è mai stato così alto», ha detto l'assessore Elena Donazzan

Immagine di repertorio

Ammontano a 34.636 le domande di cassa integrazione in deroga presentate in Veneto, a valere su 113.085 lavoratori (dati Veneto Lavoro, ultimo aggiornamento ore 10 di lunedì 27 aprile 2020).

«Il numero di richieste di ammortizzatori sociali in Veneto non è mai stato così alto. La sola cassa integrazione in deroga, principalmente rivolta ad aziende con meno di 5 dipendenti, è considerevole - spiega Elena Donazzan, assessore regionale al Lavoro del Veneto -. La lavorazione di ciascuna pratica prevede tempi tecnici che stiamo cercando in ogni modo di abbattere: abbiamo già inviato all’INPS circa 20 mila domande, e contiamo di esaurire quelle giacenti, circa 15 mila, entro la metà di questa settimana. Siamo in attesa inoltre del nuovo decreto annunciato dal governo sugli ammortizzatori sociali, avendo di fatto, il Veneto e le altre regioni italiane, esaurito le risorse.
Per migliorare e velocizzare, ove possibile, la risposta ai lavoratori, affinché possano avere al più presto i soldi sul loro conto corrente, ho proposto all’INPS di istituire una task force dedicata, che dovrà essere utile anche nel prossimo futuro, quando si dovrà quantificare l’effettivo ammontare di ore utilizzate di cassa integrazione.
La Direzione Lavoro della Regione Veneto ha fatto, e sta facendo, un lavoro straordinario. L’INPS ha inoltre chiarito che per il rilascio del modulo utile alla banca - il modello SR41 – per l’accredito dell’ammortizzatore sociale sul conto del lavoratore, impegnerà la propria task force interna anche il sabato e la domenica .
Il richiamo alle banche – conclude Donazzan - è quello di applicare la convenzione regionale per l’anticipazione delle somme quando trattasi di cassa integrazione in deroga, più semplice di quella nazionale perché non deve attendere il rilascio del modulo da parte dell’INPS, considerato inoltre che la convenzione nazionale è chiamata a coprire l’intera partita degli ammortizzatori sociali».

Sulla questione è intervenuto anche il Senatore del Partito Democratico, Vincenzo D'Arienzo
«A causa della lentezza della Regione Veneto, migliaia di lavoratori non ricevono ancora la cassa integrazione in deroga.
Per far fronte alla emergenza epidemiologica sono state varate alcune manovre economiche a sostegno dei lavoratori con il decreto Cura Italia; tra queste è prevista l’istituzione della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) a decorrere dal 23 febbraio 2020.
Si tratta di un intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese che non possono ricorrere agli strumenti ordinari perché esclusi all’origine da questa tutela o perché hanno già esaurito il periodo di fruizione delle tutele ordinarie, quali Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e Straordinaria (CIGO e CIGS), Fondi di Solidarietà e Fondo di Integrazione Salariale (FIS).
La complicazione della CIGD è che la sua applicazione (analisi ed invio domande all’INPS e pagamento) è demandata alle Regioni.
Da sabato 28 marzo 2020, quindi, i datori di lavoro possono presentare le domande online presso Veneto Lavoro.
A che punto siamo?
Il Veneto è in grave ritardo nelle pratiche della cassa integrazione in deroga ed ha inviato all’INPS solo una piccola parte delle domande che ha ricevuto.
Il dato impietoso emerge dal sito INPS. Al 23 aprile sono state inviate dal Veneto solo 6.972 domande e solo dal 10 aprile.
Pensate che l’INPS paga il dovuto al lavoratore nell’arco di un paio di giorni, grazie al fatto che tutti gli impiegati sono dedicati a questo servizio.
Cosa significa questo? Poiché non tutti sanno le procedure, il pagamento in ritardo della CIGD a favore dei lavoratori, causato dalla lentezza della Regione Veneto, sarà senz’altro attribuito al Governo dai tantissimi che ne hanno diritto (a pensar male….).
Chiedo al Presidente Zaia di potenziare quell’ufficio di Veneto Lavoro che si occupa di gestire le domande. Perché non è giusto che chi ha diritto alla cassa paghi la disorganizzazione della Regione».

NOTA DI SERVIZIO DELLA REGIONE - La Regione del Veneto comunica che l'inserimento delle domande di Cassa integrazione in deroga con decorrenza maggiore o uguale al 25 aprile 2020 è sospeso per i datori di lavoro già beneficiari degli interventi di CIGO, FIS e FSBA, nonché per i datori di lavoro già beneficiari di CIG in Deroga.

La temporanea sospensione, volta ad evitare la duplicazione delle domande e l’aggravamento delle procedure e in attesa dell’emanazione del provvedimento governativo che conterrà il rifinanziamento e le nuove disposizioni sugli ammortizzatori sociali legati all’emergenza COVID 19, è dovuta alla necessità di provvedere ad un attento monitoraggio circa la capienza delle risorse attualmente destinate al Veneto.

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A questo proposito, è necessario che il Governo garantisca, nel più breve tempo possibile, certezza sulle forme di sostegno al reddito per tutti i lavoratori che sono o resteranno senza lavoro, anche con particolare riguardo ai settori del turismo, del commercio, dello spettacolo e a tutti gli altri settori interessati da carattere di stagionalità.

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