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Venerdì, 27 Maggio 2022
Economia

«Produzione ridotta e carrello della spesa vuoto» per il caro bollette, che rischia di dare il colpo di grazia agli agriturismi

È Coldiretti Verona a mettere in guardia dagli effetti nefasti che i rincari potrebbero avere sull'agricoltura e sulla spesa dei cittadini, mentre Cia richiama l'attenzione sulle strutture ricettive, già messe a dura prova dalla pandemia

La questione legata al caro-bollette e al conseguente aumento dei prezzi continua a tenere banco. Se il Comune di Verona ha deciso di aderire alla protesta Anci per mandare un chiaro messaggio al Governo, Coldiretti Verona mette in guardia sui possibili effetti negativi sulla produzione e sul carrello della spesa, mentre Cia lancia l'allarme per gli agriturismi, già duramente colpiti dalla pandemia.

Coldiretti e il caro energia: «Impoverisce le campagne e svuota il carrello della spesa»

«Il caro energia, che sta innescando un cortocircuito sul fronte delle materie prime nel settore agricolo, può comportare una riduzione della produzione veronese, soprattutto ortofrutticola, di almeno un -20% con un impoverimento delle campagne. I consumatori, a loro volta, rischiano di tagliare il carrello della spesa a causa dell’aumento dei prezzi al dettaglio». Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, non nasconde la preoccupazione alla luce degli ultimi dati dell’inflazione che evidenziano un rincaro dei prodotti alimentari sugli scaffali di negozi e supermercati spinto dal record del petrolio. «Se i prezzi per le famiglie corrono, i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori – sottolinea Vantini - non riescono neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce infatti a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi non compensati da prezzi di vendita adeguati. Il boom dei costi energetici, i forti rincari dei materiali plastici, degli imballaggi e dei prodotti fitosanitari rischiano di mettere in ginocchio la filiera ortofrutticola strategica per l’agricoltura scaligera che vale oltre un miliardo di euro già pesantemente colpita negli anni scorsi dalla cimice asiatica e dal gelo - commenta Vantini che aggiunge -. Questa situazione, unita alla difficoltà di reperire manodopera specializzata, destabilizza le imprese agricole comportando una mancanza di programmazione dell’attività produttiva e una difficoltà a pianificare gli investimenti per le spese lievitate con il rischio di non riuscire a realizzare gli impianti per la stagione estiva». 

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Alex Vantini

Molte aziende del settore agricolo, riferisce l'associazione, in Italia stanno vendendo sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali.

«Serve un deciso intervento per contenere la bolletta energetica nelle campagne e garantire continuità della produzione agricola ed alimentare» afferma Alex Vantini nel precisare che occorre anche «responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle. È necessario, inoltre, applicare le norme contro le pratiche sleali nel commercio alimentare per garantire un giusto prezzo ad agricoltori e allevatori in una situazione in cui fino a oggi per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo. Prodotto che oggi è sempre più costoso produrre».
«ll Pnrr – conclude Vantini - è fondamentale per affrontare le sfide della transizione energetica e digitale e noi siamo pronti per rendere l’agricoltura protagonista utilizzando al meglio gli oltre 6 miliardi di euro a disposizione per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali».

«Agriturismi costretti a vendere i terreni per far fronte alla crisi»

È Cia Verona invece ad attirare l'attenzione sulla nuova crisi che ha colpito gli agriturismi, messi in difficoltà anche dalla pandemia che, tra la diffusione della variante Omicron e le limitazioni dettate dalle norme di contenimento, ha svuotato le strutture veronesi. Molti infatti sarebbero chiusi dalle vacanze natalizie, a causa delle numerose disdette. 

 «Siamo fermi con le camere e anche con la ristorazione – sottolinea Luciano Ghellere, titolare con la moglie Sara Lonardi dell’agriturismo Casa Maria Teresa a Sommacampagna, che si fa portavoce del disagio degli agriturismi per Cia-Agricoltori Italiani Verona -. La gente non viene più a cena perché ha timore del contagio. Chi ci chiama per il pernottamento chiede camere dotate di cucina. Ci sono agriturismi che, pur di lavorare, svendono le stanze. Il problema è che ora, con i costi dell’energia elettrica e del gas metano saliti alle stelle, si lavora in perdita e si rischia di erodere il patrimonio familiare per far fronte alle spese».

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Luciano Ghellere

A Ghellere è successo proprio questo: ha dovuto vendere un pezzo di terreno per far fronte alla crisi, ridimensionando la struttura agrituristica. «Prima della pandemia lavoravamo bene, soprattutto con le famiglie, anche perché abbiamo offriamo pasti e spuntini e abbiamo una fattoria con tanti animali – racconta -. Poi nel 2020, con l’esplosione del Covid, abbiam visto tutte le prenotazioni cancellate e il reddito ridotto dell’80% rispetto al 2018. Inoltre poi ci sono state pure le gelate, che hanno falcidiato le nostre coltivazioni frutticole. In estate, infine, la grandine ci ha distrutto perfino l’impianto. Dopo due anni di bastonate siamo stati costretti a ridurre le stanze da nove a tre, affittando una parte della casa per sostenerci. Ci avevano promesso contributi regionali, che non sono mai arrivati. È arrivato qualcosa dallo Stato, ma ci è bastato appena per pagare le spese del locale».

L’azienda agricola, che coltiva pesche e kiwi, era già stata segnata negli anni precedenti dalla malattia dei kiwi e dal crollo del prezzo delle pesche. «Tante aziende agricole sono nelle nostre condizioni e faticano a risollevarsi da tante batoste – dice Ghellere -. Bisogna uscire dall’emergenza e tornare alla normalità, affinché si possa già tornare a lavorare nelle vacanze pasquali e ad agevolare il ritorno degli ospiti internazionali già con l’estate 2022».

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