Fondazione Cariverona, approvato "Bilancio di Esercizio 2019": avanzo di 21 milioni di euro

Il Presidente Alessandro Mazzucco: «Guardiamo al futuro con la necessaria serenità, determinati a lavorare per un prossimo quadriennio di crescita delle erogazioni»

Il presidente di Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco e il dg Giacomo Marino - immagine d'archivio

Il Consiglio Generale della Fondazione Cariverona, riunitosi sotto la presidenza del Professor Alessandro Mazzucco, ha approvato all'unanimità il progetto di Bilancio d'Esercizio per il 2019 redatto precedentemente dal Consiglio di Amministrazione e presentato dal Direttore Generale Giacomo Marino. L'esercizio si è chiuso con un avanzo di esercizio di 21,08 milioni di euro (+2% rispetto al 2018) confermando le disponibilità previste dal Documento di Programmazione Annuale 2020 per le erogazioni istituzionali. I ricavi dell’attività ordinaria si confermano stabili a 36,67 milioni con una redditività dei proventi sul patrimonio del 2,5% grazie all’efficace gestione finanziaria. Continua l’azione di contenimento dei costi di funzionamento (-9%) in corso dal precedente triennio.

L'attivo finanziario a valori di mercato si attesta al 31 dicembre 2019 a 1.588,7 milioni (+6,5%) godendo del generale recupero dei mercati e in particolare del titolo Unicredit oltre che del positivo contributo della componente più diversificata investita in fondi UCITS. Il percorso di diversificazione è continuato nel campo dei mercati privati con l’investimento nel fondo di fondi DeA Endowment Found. Il patrimonio netto contabile di Fondazione è pari a 1.730 milioni per effetto degli accantonamenti effettuati in sede di riparto dell’avanzo mentre cresce di 170 milioni il valore del patrimonio netto al valore corrente e diminuisce la liquidità assorbita dalla gestione, nel 2019 pari a 7 milioni (32 milioni nel precedente esercizio).

Nel complesso sono state effettuate erogazioni per cassa pari a 48,9 mln delle quali hanno beneficiato 589 progetti, diminuendo così di circa 29 milioni il debito per le erogazioni deliberate ancora da liquidare che risultano pari a 106,7 milioni di euro (-21% rispetto al precedente esercizio e complessivamente ridotte del 42% nel triennio 2017-2019). Nel corso dell'esercizio sono stati inoltre deliberati 444 interventi erogativi con un impegno complessivo di 36,1 milioni, registrando una crescita del 25% del numero degli interventi in ragione di alcuni bandi con massimali di importo contenuto. Conseguentemente si è ridotto il valore medio per intervento pari a 81.237 euro (era di 145.795 euro nel 2018).

Il commento del Presidente e del Direttore Generale

A commento del bilancio 2019 approvato oggi dal Consiglio Generale, il Presidente Alessandro Mazzucco ha osservato che «questo bilancio rappresenta il punto d’arrivo dei quattro anni del nostro mandato. Dal 2016 il mondo è cambiato e sono convinto che la nostra capacità di seguire i cambiamenti esterni sia stata sempre rapidissima, permettendoci di conservare un patrimonio che oggi, grazie ad una eccellente gestione finanziaria ed agli accantonamenti, ha solide prospettive di rendimento. Tutto ciò, unitamente al raggiunto equilibrio tra ricavi ed impegni contributivi, ci consente di guardare al futuro con la necessaria serenità, determinati a lavorare per un prossimo quadriennio di crescita delle erogazioni che già da quest’anno godono di un’assegnazione superiore a quanto inizialmente preventivato».

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Il Direttore Generale Giacomo Marino evidenzia poi come «scelte importanti quali la diversificazione del portafoglio e la stabilizzazione dei ricavi hanno dato i loro frutti, unitamente alla costante riduzione dei costi operata a partire dal 2016. Il patrimonio è cresciuto di 170 milioni circa a valore corrente, il debito erogativo è stato sostanzialmente dimezzato negli ultimi 4 anni passando da 185 a 106 milioni, ma soprattutto l’assorbimento della liquidità è stato drasticamente ridotto. Dai -32 milioni del 2018, il 2019 ha visto un assorbimento di soli 7 milioni e conferma che il 2020 è l’anno dell’inversione di rotta con un’aspettativa di generazione di cassa positiva».

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