Stangata sull'acqua pubblica, le bollette si pagheranno il 9 per cento in più

L'aumento questa volta non si deve ad Acque Veronesi ma all'Aeeg, l'autorità per l'energia elettrica e il gas nazionale, che di fronte ad una richiesta di rincaro del 3.7 %, ha deciso di triplicarla in seguito ad alcuni calcoli di natura fiscale

Il portafogli dei veronesi verrà ancora una volta alleggerito, seppur non di molto, grazie ai prossimi rincari sull'acqua. A stabilire l'aumento dell'oro blu però non è Acque Veronesi e nemmeno Aato, l'autorità di ambito territoriale veronese, ma bensè l'Aeeg, l'autorità per l'energia elettrica e il gas nazionale che ha sede a Milano. 

Questo aumento abbiamo detto non sarà particolarmente gravoso, si tratterà infatti di un incremento annuale compreso tra i 6 e i 27 euro annui, e per molti forse non sarà determinante nel bilancio annuale familiare ma potrebbe avere maggiori ripercussioni sulle aziende pubbliche locali che gestiscono le acque. 

L'incremento richiesto da Acque Veronesi e Azienda Gardesana Servizi (Ags) era infatti diverso da quello ottenuto. La società scaligera aveva avanzato la richiesta per un 3.7 % mentre quella lacustre aveva calcolato un 4.6 %. A causa di un complicato calcolo basato su coefficenti di natura economica e fiscale la prima ha ottenuto un rincaro del 9.4 %, ben più alto di quello richiesto, mentre la seconda si dovrà accontentare di uno 0.3 %, notevolemnte inferiore alle proprie necessità. 

"Gli aumenti prospettati non sembrano essere giustificati da reali necessità di riequilbrio economico - sostiene il presidente Aato Mauro Martelli con un giornale locale - delle gesioni che, solo alcuni mesi fa, avevano espresso esigenze  nettamente diverse rispetto al risultato prodotto dal nuovo metodo tariffario. In una situazione, quindi, non si giustifica l'aumento spropositato rispetto le necessità, nell'altra non si riesce a garantireil pareggio di bilancio". Martelli sottolinea il carattere paradossale della questione anche in una lettera inviata all'Autorità, che ha di fatto scavalcato l'Aato nel ruolo di mediatore tariffario. 

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"L'inutilità degli aumenti del costo dell'acqua imposti hanno il solo effetto di colpire i cittadini, già provati dalla pesante situazione econonica". Prosegue Martelli, che spiega anche come il nuovo metedo di calcolo, necessario dopo il referendum sull'acqua pubblica del 2011, "paradossalmente finirà per agevolare le società private o miste rispetto a quelle completamente pubbliche. In pratica cos' si va verso una privatizzazione indiretta dell'acqua".

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