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Federalberghi Garda Veneto: «Stagione turistica 2021 positiva ma non risolutiva»

Il presidente degli albergatori gardesani Ivan De Beni invita a moderare l'entusiasmo: «Per quanto riguarda percentuali d’occupazione e fatturati rimaniamo ben lontani dalla stagione 2019»

Positivo ma non risolutivo. Così è stato definito il bilancio della stagione turistica da poco conclusa sul Lago di Garda. Un bilancio tracciato da Federalberghi Garda Veneto durante la sua 46esima assemblea generale dei soci, organizzata sulla Nave Andromeda di Navigarda ormeggiata al porto di Garda.

La sala dell'Assemblea gremita di Soci e di ospiti federalberghi garda-2
(Assemblea dei soci 2021 di Federalberghi Garda Veneto)

La relazione annuale del presidente degli albergatori gardesani Ivan De Beni è stata un invito a moderare l'entusiasmo: «I toni trionfalistici usati per commentare la stagione 2021 non riflettono la realtà e sono il frutto di una poco attenta lettura o di una cattiva interpretazione dei dati in nostro possesso. Non dimentichiamo infatti che per quanto riguarda percentuali d’occupazione e fatturati rimaniamo ben lontani dalla stagione 2019 anche perché la stagione 2021 s'è chiusa con quattro mesi di lavoro su sette. La stagione è andata bene se confrontata con il 2020 e il mese di agosto 2021 ha superato per presenze agosto 2019 ma un mese non è indicativo e non può condizionare tutta una stagione che, se paragonata al 2019, porta comunque un segno negativo del 20/25%. Fortunatamente il mercato straniero tipico del Garda Veneto quest’anno è ritornato sul nostro territorio, ad esclusione di inglesi e americani, con percentuali importanti di arrivi, presenze e pernottamenti: da Germania 67,5%, Austria 7,1%, Paesi Bassi 3,1%, Svizzera 3,1% e Belgio 1,8%. Il mercato italiano ha pesato per il 15% del totale e si è concentrato, principalmente, nei mesi di aprile e maggio, mesi durante i quali i turisti stranieri scarseggiavano sempre a causa restrizioni Covid. In agosto il mercato italiano ha pesato soltanto per il 14% del totale».
Il 2021 è stato spesso definito l’anno della speranza, della ripartenza e in parte le aspettative sono state confermate anche se è difficile rifarsi dei 24 miliardi di fatturato che il settore ha perso complessivamente, a livello nazionale, tra 2020 e 2021. Recentemente è stato pubblicato da Federalberghi l’aggiornamento trimestrale del Barometro del Turismo italiano (nel periodo luglio-settembre) e il segno che continua a caratterizzare questo 2021 è ancora il meno: -42,9% di presenze turistiche, -78,6% di spesa per gli stranieri in Italia nel secondo trimestre, -43,9% di occupazione delle camere da gennaio a settembre e allo stesso tempo passeggeri aerei in calo del 65,2%. «Per questo e per molto altro - ha aggiunto De Beni - ritengo sia un errore lasciarsi prendere dall’entusiasmo perché nonostante la ripartenza, comunque sofferta, c’è ancora molto da fare per uscire definitivamente da una situazione di disagio, per superare le nuove problematiche che si sono create e lo stato di incertezza in cui siamo ripiombati».
E sempre nella relazione del presidente sono stati elencati i progetti per la stagione 2022: «Ora, e intendo da subito, dobbiamo rivolgere lo sguardo, tra speranze e preoccupazioni, alla prossima stagione turistica, con o senza l’aiuto della politica per intercettare il mercato turistico italiano e straniero e organizzare nel migliore dei modi la filiera dell’accoglienza. Dobbiamo chiederci come sarà il turismo post-Covid, i mutamenti, perché dei mutamenti ci sono e ci saranno sicuramente nelle abitudini e nelle esigenze dei frequentatori italiani e stranieri, ma dobbiamo soprattutto programmare azioni per valorizzare i poli d’attrazione per i più piccoli e per i giovani, riconoscere ed apprezzare il ruolo giocato dagli eventi programmati, dal comparto culturale, sportivo ed enogastronomico, adoperarsi per implementarli e diffonderne la conoscenza tra i nostri ospiti. Il periodo di emergenza Covid ha creato nuovi mercati, nuove esigenze e nuovi desideri. Il turista ora è molto più attento all’entroterra e non solo alla fascia lago. Questo atteggiamento, questa propensione alla scoperta di luoghi nuovi va coltivata e valorizzata. Va creata una rete per evidenziare e raccogliere eventuali collaborazioni tra le amene località di cui il nostro territorio è ricco. Noi albergatori e i nostri collaborati, adeguatamente preparati, dobbiamo consigliare il turista e indirizzarlo verso interessanti escursioni nell’entroterra. Siamo consapevoli dell’importanza della valorizzazione del territorio, con le sue imprese, con i suoi prodotti, con le sue prerogative culturali, ambientali e sportive. Il turista vuole il massimo dalla sua vacanza e noi vogliamo aiutare i nostri soci, anche attraverso dei corsi dedicati, a dare le giuste risposte alle loro necessità. Il nostro ospite deve trovare qui da noi un sistema territoriale organizzato e ad ampio raggio. Vogliamo essere parte attiva di tutte le iniziative a favore della valorizzazione del territorio e, di conseguenza, del nostro lavoro di imprenditori turistici. Questo è un momento cruciale per fare, con maggior impegno ed efficacia, gioco di squadra di fronte alle inattese sfide che il turismo sta affrontando».

Il presidente e tutto il Direttivo di Federalberghi Garda Veneto-2
(Il direttivo di Federalberghi Garda Veneto)

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