Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia Bosco Chiesanuova / Piazza Chiesa

Verona, cinghiali a far danni e ora anche i lupi. Imprenditori esasperati in Lessinia

Appello di Coldiretti alle istituzioni: "La colonia che ha trovato l’habitat ideale nelle nostre montagne sta attaccando manze, spaventando i bovini con conseguente perdita del latte e provocando aborti nelle vacche gravide"

Il mondo agricolo in montagna è a rischio. I continui danni e disagi provocati dai cinghiali uniti alla sopraggiunta preoccupazioni per la presenza dei lupi in Lessinia hanno indotto Coldiretti Verona a lanciare un appello alle Istituzioni interessate. Una lettera indirizzata al presidente della Provincia Giovanni Miozzi, al vice presidente e Assessore alle politiche del settore faunistico della Provincia di Verona Fabio Venturi, al presidente della Comunità montana della Lessinia Guido Pigozzi e a quella del Baldo Stefano Sandri nonché ai sindaci dei comuni interessati dalla questione per invitarli a una profonda riflessione sulla presenza di ungulati e predatori (lupi) in Lessinia e sulla loro compatibilità numerica con l’equilibrio del territorio, in quanto il problema ha assunto carattere di grave urgenza anche per quanto concerne la sicurezza.

“I nostri imprenditori agricoli sono esasperati - precisa Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona – e la situazione in montagna è grave. Oltre ai cinghiali che dissodano le malghe, danneggiando il manto compromettendo i pascoli, si aggiunge il problema lupi: la colonia che ha trovato l’habitat ideale nelle nostre montagne sta attaccando manze, spaventando i bovini in lattazione con conseguente perdita del latte e addirittura provocando aborti nelle vacche gravide. Nella nostra lettera mettiamo in evidenza che gli imprenditori agricoli subiscono gravissimi e ingenti danni diretti come l’attacco mortale ai capi di bestiame ma anche danni indiretti come nel caso di manze da ristallo, aborti, perdite di latte o dispersione della mandria sulle montagne dovuta allo spavento”.

“Tutto questo – dice Pietro piccioni, direttore di Coldiretti Verona - mina la presenza della zootecnia in Lessinia creando una situazione in totale controtendenza rispetto alla linea della nuova Politica agricola comunitaria (Pac) che invece incentiva il ritorno in montagna delle imprese mettendo a disposizione maggiori fondi per la linea vacca-vitello. Il controsenso è evidente: da una parte s’incentiva la presenza degli animali e dall’altro si permette che vengano uccisi o che si danneggino i pascoli. Ci auguriamo, dunque – conclude Piccioni – che il nostro appello susciti prese di posizione e iniziative a favore degli imprenditori agricoli della montagna veronese”.

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