Confcommercio: «L'aumento dell'Iva costerà 600 euro ad ogni veronese»

Preoccupata anche la Cisl, mentre il Codacons lancia uno sciopero dei consumatori a livello nazionale per il prossimo 8 settembre

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Non prendere la macchina ed evitare acquisti, se non per estrema necessità, e tenere la televisione spenta per almeno tre ore. Il Codacons ha lanciato a livello nazionale uno sciopero dei consumatori per il prossimo 8 settembre. Il motivo della protesta è il temuto aumento dell'Iva, che potrebbe scattare come clausola di salvaguardia dei conti pubblici.
L'Iva è l'imposta sul valore aggiunto, ovvero la tassa che tutti i cittadini pagano quando fanno un acquisto, ed è attualmente al 22%, ma potrebbe salire al 25% già dal prossimo anno per garantire entrate sicure allo Stato Italiano, che in questo modo terrebbe in piedi il proprio bilancio agli occhi dell'Unione Europea. Il rovescio della medaglia è che queste "entrate sicure", le pagheranno tutti i consumatori, poveri e ricchi, in modo secco ed indistinto. Per questo Codacons ha deciso di protestare, chiedendo l'impegno a tutte le forze politiche di adoperarsi per evitare l'aumento dell'Iva.

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Un aumento che anche le categorie economiche e sindacali vorrebbero evitare. Il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena, sentito da Enrico Santi de L'Arena, ha stimato che con l'Iva al 25% ogni veronese pagherà circa 600 euro in più in un anno. Se tutto costerà di più, gli acquisti diminuiranno e questo danneggerà i commercianti. Ma saranno danneggiati, secondo Arena, anche gli operatori del turismo, perché non potranno più offrire prezzi competitivi sul mercato, spostando i potenziali vacanzieri su altre destinazioni più economiche.
Ed anche il segretario generali della Cisl di Verona Massimo Castellini è preoccupato perché gli stipendi dei lavoratori rimarranno gli stessi, ma il costo della vita aumenterà. Inoltre, una contrazione dei consumi porterà a meno guadagni per le attività economiche, le quali potrebbero quindi decidere di licenziare i dipendenti che non sono più in grado di stipendiare.

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