Qualità dei prodotti e fiducia nel produttore, perché si sceglie il km zero

Presentata durante la tavola rotonda «I veronesi e il km zero. Riflessioni per una città che cambia», un'analisi di Coldiretti e Università di Verona

Federico Sboarina durante la tavola rotonda organizzata da Coldiretti e Università di Verona

La qualità dei prodotti legata alla salute, la relazione con i produttori e il rapporto di fiducia instaurato con essi oltre a una dimensione etica degli acquisti. Sono i principali fattori di scelta da parte dei veronesi che si recano a fare la spesa ai mercati a chilometro zero. E sono più della metà (52,7%) i veronesi che l'anno scorso hanno fatto la spesa in questi mercati. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti e Università di Verona, presentata durante la tavola rotonda «I veronesi e il km zero. Riflessioni per una città che cambia», ieri 25 gennaio in sala Arazzi nel Comune di Verona. L'incontro è organizzato da Coldiretti Verona in collaborazione con Università di Verona, Adiconsum e Federconsumatori Verona, per conoscere le abitudini e le scelte a tavola dei veronesi che acquistano nei mercati degli agricoltori.

A Verona, Coldiretti ha avviato il progetto dei mercati a chilometro zero attraverso il Consorzio Veronatura, un'aggregazione che attualmente conta oltre cento agricoltori che si dedicano alla vendita diretta nei 26 mercati a chilometro zero dislocati in tutta la provincia, di cui 10 in città. «La crescita e l'interesse costante dei consumatori che quotidianamente si recano nei mercati dimostra la validità del progetto intrapreso - ha precisato il presidente della Coldiretti scaligera Daniele Salvagno - Per dare un contenuto scientifico a questa percezione e misurarne l'effettiva dimensione, Coldiretti Verona ha aderito con interesse all'indagine promossa dall'Osservatorio sui Consumi delle Famiglie dell'Università di Verona, dandone un orientamento specifico. I dati emersi dall'indagine si rivelano senza dubbio propedeutici ad orientare le azioni di Coldiretti per onorare quel patto tra le aziende agricole e i consumatori, che vede questi ultimi come primi alleati delle imprese nel sostegno del Made in Italy agroalimentare».

L'indagine si è basata su di un questionario compilato da 1008 cittadini residenti nel comune di Verona. Inoltre, è stata realizzata una ricerca qualitativa con interviste che si sono svolte nei mercati dell'Arsenale e di Borgo Venezia. La ricerca ha indagato le dinamiche di consumo che sottendono gli acquisti dei prodotti, per cogliere il percepito dei consumatori e le loro esigenze. L'intento generale era capire la visione che il consumatore ha di questi prodotti e quale è la relazione con il venditore, nella prospettiva di disegnare quali potrebbero essere le azioni future per questa realtà.
Dalle due ricerche, quantitativa e qualitativa, è emerso che i consumatori più inclini all'acquisto dei prodotti a chilometro zero hanno una età adulta, con un'eccezione tra i giovani (25-34 anni). I maggiori consumatori si identificano tra i veronesi con un’età che supera i 55 anni. Infatti, il 18,8% di chi li consuma sempre ha tra i 55 e i 64 anni (14,7% del campione) e il 38,3% di chi li consuma quasi tutte le settimane ha più di 65 anni (33,9% del campione).
Sono soprattutto le donne le maggiori consumatrici di questo tipo di prodotto. Tra chi consuma sempre prodotti a chilometro zero, il 64,6% è donna, così come il 59,3% di chi dichiara di consumarli quasi tutte le settimane.
La frequentazione dei mercati, è emerso dalla ricerca, nasce dalla vicinanza dell'abitazione per poi tradursi in un'abitudine motivata dalla ricerca del prodotto di qualità e freschezza, che si differenzia da quello venduto da supermercati o dai tradizionali ortofrutta perché anche nell'aspetto, nel colore, oltre che nel gusto è migliore. Anche i controlli effettuati su questi prodotti sono tra gli elementi di scelta per l’acquisto.
Emerge, inoltre, la dimensione etica degli acquisti. Innanzitutto, per il rispetto dell’ambiente che comporta un uso minore di imballaggi e plastica. In secondo luogo, perché, come acquisto personalizzato limita gli sprechi; infatti, questi prodotti possono essere acquistati secondo la quantità e la qualità (pezzo per pezzo) che si preferisce.
La fiducia e il rapporto che si costruisce con il produttore è una delle motivazioni che spinge i consumatori a frequentare il mercato a chilometro zero. I veronesi sono consumatori che danno importanza alla qualità del cibo e alla dimensione del benessere nelle scelte alimentari.
I dati raccolti in questa indagine evidenziano che chi si assicura e cerca il consumo di cibi salutari ha una situazione economica buona e che non desta preoccupazioni. Questo può essere visto attraverso una possibile chiave di lettura: le famiglie che più faticano economicamente nel momento degli acquisti, anche alimentari, ricercano soprattutto il risparmio e ciò può significare mettere in secondo piano l’attenzione per la "bontà" del cibo in termini di salute.
I consumatori appaiono favorevoli ad incrementare le aperture dei mercati e sarebbero favorevoli a prolungare l'orario del mercato al pomeriggio, oppure propongono un secondo giorno a settimana, o poter accedere facilmente a informazioni relative all'organizzazione degli altri mercati.
I consumatori sono stati intervistati anche in merito alla possibilità di acquistare prodotti a chilometro zero online. Nonostante sia riconosciuto come importante modalità di acquisto futuro, e quei consumatori che già usano con il produttore di fiducia una modalità simile di vendita ne sono soddisfatti, i consumatori ritengono il commercio online una dinamica di acquisto che lascia poco spazio al rapporto personale, al contatto con il commerciante e con la merce da acquistare, aspetto fondamentale per questo tipo di acquisto.

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