Grandine: danni al 50% del frumento di Isola della Scala, freddo anomalo blocca la crescita

Si dice preoccupato per il maltempo Andrea Lavagnoli, il presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona: «Il freddo sta bloccando tutta la crescita delle colture e anche le semine»

Grandine nei campi

La terza grandinata in due settimane che ha colpito la provincia di Verona ha causato stavolta ingenti danni a Isola della Scala, dove c’è chi ha perso quasi tutto il mais e il frumento. La tempesta ha causato danni anche ai frutteti, segnando i frutti e spogliando gli alberi delle foglie.

«A Isola della scala la grandinata è stata di forte entità e ha distrutto le piantine di mais, che sono state spezzate in due», sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona. Come segnalato anche da Copagri in tutto il Veneto il maltempo ha compromesso seriamente numerosi seminativi. Le forti raffiche ventose, in particolare, hanno colpito le colture autunno-vernine, mentre la grandine ha praticamente distrutto quelle orticole. Si teme, inoltre, per il forte abbassamento delle temperature, che desta molta preoccupazione cadendo in un periodo di gemmazione e rischia di causare diversi milioni di euro di altri danni.

«Per il frumento si stima una perdita del 50 per cento, - prosegue allarmato Lavagnoli - perché le spighe in crescita sono state rasate dalla tempesta. Sui frutteti è anche peggio. Sono caduti moltissimi frutti e altri sono stati segnati fortemente e saranno quindi invendibili. Gli alberi sono rimasti senza foglie e quindi la produzione sarà comunque compromessa».

«È un altro brutto colpo per l’agricoltura veronese, - racconta con rammarico il presidente Cia Agricoltori Italiani Verona - colpita di nuovo a una settimana dalla grandinata che ha danneggiato le colture del basso veronese, che si aggiunge al danno ai vigneti del Lugana e a quello dei seminativi già sferzati dal maltempo due settimane fa. La variabilità primaverile si sta estremizzando e le temperature registrate in questi giorni sono assolutamente anomale per il mese di maggio, - conclude preoccupato Lavagnoli - come dimostrano le nevicate anche in bassa quota. Un freddo che sta bloccando tutta la crescita delle colture e anche le semine».

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