Accordo Agsm-Aim-A2A «poco trasparente» per le piccole e medie imprese

Il presidente di Apindustria Confimi Verona Renato Della Bella: «Questa aggregazione è veramente la più conveniente?». E intanto sono state raccolte le firme per un consiglio comunale straordinario sul tema

Sede Agsm (Foto Facebook - Agsm)

Un'operazione che è opportuno affrontare, però con maggiore trasparenza e attraverso il confronto. Sul possibile accordo tra Agsm Verona, Aim Vicenza e A2A, è intervenuta anche Apindustria Confimi, per porre l'accento su alcuni dettagli che lasciano perplessa l'associazione delle piccole e medie imprese di Verona. «L'aggregazione non è di per sé da osteggiare. Anzi, doveva essere affrontata e perseguita da tempo per permettere all'azienda veronese di crescere, di essere protagonista, di avere un primario ruolo sia nella gestione che nell'indirizzo politico dell'operazione. La decisione non va demonizzata, ma alla città devono essere date alcune risposte», ha evidenzia il presidente di Apindustria Confimi Renato Della Bella.

Gli interrogativi posti dall'associazione di categoria veronese sono molteplici. «Questa aggregazione è veramente la più conveniente? Ci si è posti il problema delle ricadute per le aziende dell'indotto che ad oggi operano per Agsm? È stata considerata la vocazione di Agsm per le energie rinnovabili e la centralità che potrebbe derivare per Verona da una scelta di politica industriale in prospettiva di economia green? Per evitare sospetti o fraintendimenti, perché non sono pubbliche le osservazioni tecniche ed economiche a supporto della scelta di A2A? Se questo asse tra Verona, Vicenza e area lombarda è così strategico, non era forse meglio intervenire con la massima trasparenza spiegandone la convenienza alla città? Con quali criteri verrà soppesato il peso specifico e il ruolo tra futuri soci? Verrà assicurato che la valutazione di Agsm comprenderà l'anno 2019, esercizio in cui Agsm dovrebbe far registrare un incremento di fatturato tra il 30% e il 40%? Tale dato avrà effetto nella misurazione del valore aziendale? Nelle ricadute positive per il territorio veronese si è considerato, oltre al puro dividendo, quanto Agsm investe sotto varie forme in iniziative a favore della socialità?». Questa la lunga lista di domande che Apindustria Confimi ha posto in particolare all'amministrazione comunale, che sta benedicendo questo matrimonio a tre, insieme ai vertici di Agsm.

Secondo l'associazione delle piccole e medie imprese scaligere, anche in questa vicenda sembrano ripresentarsi schemi già visti in altre operazioni di aggregazione che hanno purtroppo marginalizzato il ruolo del socio pubblico veronese. «Certamente i soci e la stessa Agsm hanno il diritto e il dovere di decidere - aggiunge Della Bella - ma il problema è nel metodo. Apindustria Verona ritiene necessario che i responsabili dell'operazione spieghino ai veronesi perché non è stato fatto un bando di gara a garanzia della trasparenza dopo aver coinvolto, in un reale confronto, le forze sociali veronesi per definire il ruolo che dovrà avere la multiservizi nei confronti della città e per la città. La politica non deve dimenticare che Agsm è patrimonio dei veronesi ai quali, pertanto, deve rendere conto delle scelte che legittimamente intende adottare. L'accelerazione avvenuta in dicembre e la decisione presa senza il reale e pieno coinvolgimento dei vari soggetti economici, fatta eccezione della sola Confindustria, non è un bel segnale».

Il progetto industriale dovrà essere realmente valutato e non si dovrà scegliere con logiche di schieramento - conclude il presidente di Apindustria Confimi - Bisogna ritornare a fare squadra ponendo al centro di tutto l'interesse per Verona e per il "sistema Verona". La città ha già perso ruoli importanti e strategici nella finanza e nell’economia, ora si tratta di comprendere cosa sia più utile in materia di servizi, qualità dell'energia e sviluppo territoriale.

Renato Della Bella-2
(Renato Della Bella)

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E gli stessi dubbi sulla trasparenza dell'operazione Agsm-Aim-A2A sono stati espressi anche dalle forze politiche di opposizione, le quali hanno raccolto le firme per convocare un consiglio comunale straordinario sulle strategie industriali della multiutility più importante della città. «Sarà questa l'occasione per mettere in discussione la scelta di A2A come partner industriale, effettuata senza approfondire nessuna delle proposte degli altri aspiranti partner - commenta il consigliere comunale Michele Bertucco - Un passaggio pericoloso che porta con se rischi concreti: posto che Agsm e Aim non dispongono di risorse sufficienti ad affrontare un eventuale aumento di capitale, e che A2A certamente tenderà ad espandere il proprio ruolo di controllo, come intende il sindaco tutelare l’azienda dal rischio di diventare irrilevante all’interno dell’alleanza a tre? La volontà di non passare da una gara pubblica appare incomprensibile non solo perché riduce la trasparenza dell’operazione ma anche perché non consente di cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato. È dunque tempo che il consiglio comunale si riprenda la parola».

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