«Agricoltura veronese condizionata dal Covid, ora serve voltare pagina»

Andrea Lavagnoli, presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani: «Nel 2021 dobbiamo puntare sempre di più su un’agricoltura sostenibile, sulla qualità, sulla ricerca e sull’innovazione»

Andrea Lavagnoli

L’agricoltura veronese ha chiuso un 2020 fortemente condizionato dall'emergenza Covid, con le ricadute e le complicazioni che si sono vissute in seguito alle limitazioni imposte ad hotel, ristoranti e bar e ad altri comparti, come il florovivaismo.

«Le chiusure e i ridimensionamenti per la ristorazione, i bar e gli agriturismi hanno comportato una diminuzione dei prodotti consumati e, di conseguenza, meno vendite - ha riassunto Andrea Lavagnoli, presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani - I prodotti invenduti sono rimasti in giacenza e hanno subito forti ribassi di prezzo. I ristoranti hanno acquistato meno frutta, verdura e formaggi, mentre nei bar la vendita di vino è molto calata. Anche gli hotel hanno ridotto gli ordini a causa del forte calo del turismo, soprattutto straniero, mentre gli agriturismi, attività connesse all’agricoltura, hanno accusato il colpo più duro perdendo quasi la totalità degli ospiti, rimanendo perciò senza liquidità. Un altro decremento allarmante ha riguardato la vendita di fiori e piantine. In occasione della ricorrenza dei defunti, lo scorso 1 novembre, ha sfiorato il minimo storico».

Lavagnoli si augura che nel 2021 si riesca a voltare pagina, «ma bisogna fare i conti con la realtà e ritengo che probabilmente ci porteremo strascichi del 2020 nell’anno che verrà. Ci sono alcune metodologie positive emerse durante il lockdown che dovremo continuare a utilizzare, come la crescente interazione digitale sia nelle vendite online, sia nella didattica a distanza e nello smart working. Sono però tante le zone della provincia veronese non coperte della banda larga, per cui mi auguro che vengano fatti importanti passi avanti nella digitalizzazione. Abbiamo bisogno di queste nuove tecnologie se vogliamo essere più incisivi sui mercati. Nel 2021 dobbiamo puntare sempre di più su un’agricoltura sostenibile, sulla qualità, sulla ricerca e sull’innovazione: l’agricoltura, pur avendo salde radici nella tradizione, è in continua evoluzione e le aziende devono stare al passo. Avremo sempre più bisogno di aderire alla filosofia del green, con un’attenzione maggiore alla salvaguardia della natura. Ma per uscire da questo periodo difficile serve anche un progetto condiviso ed elaborato di concerto con le istituzioni. Godiamo di un patrimonio di prodotti eccezionali e solo una visione ampia può portarci ad avere un ruolo forte nel mercato italiano ed estero».

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