"Aeroporto Catullo, poste le basi per un futuro roseo e solido". Parola di Riello

Dall'assemblea dei soci pubblici che si è tenuta ieri, i quali detengono la maggioranza della società di gestione Aerogest, è emerso il parere favorevole per il lavoro compiuto fino ad ora da Paolo Arena

I soci istituzionali dell'aeroporto Catullo, che possiedono la quota di maggioranza della società di gestione Aerogest, si sono riuniti lunedì in assemblea, dalla quale è emerso un giudizio positivo per il lavoro compiuto fino ad ora dal presidente Paolo Arena, insieme al partner industriale Save di Venezia. Il presidente di Aerogest e della Camera di Commercio, Giuseppe Riello, ha infatti espresso parole di elogio per il cammino fin qui percorso: "Sono molto soddisfatto dell'andamento gestionale dell'aeroporto Valerio Catullo - si legge sulle colonne de L'Arena - Stante la difficile situazione economico-finanziaria in cui versava la società, il nuovo partner industriale, Save, ha portato avanti le uniche strategie di rilancio che si potevano mettere in atto: cioè il risanamento dei conti, prima e il rilancio delle rotte e lo sviluppo delle infrastrutture, poi. Un percorso di recupero che richiede tempo e, come ogni serio progetto d'impresa, guarda al medio-lungo termine, ponendo le basi per un futuro roseo e solido. Un progetto che è stato condiviso con i soci pubblici che rappresento, Camera di Commercio di Verona, Province di Verona e Trento e Comune di Verona, e che sostengo, sia come rappresentante di Aerogest che come imprenditore. Nonostante il calo dei ricavi, dovuto alla contrazione del traffico passeggeri, l'EBT, l'utile ante imposte del primo semestre 2015 della business unit di Verona è positivo, in aumento sia sul 2014 che rispetto al budget dei primi sei mesi 2015. E' in miglioramento anche l'EBT consolidato, sia rispetto al 2014 che rispetto al valore a budget, anche se purtroppo risente del contributo negativo di Brescia".

Sempre sulle pagine del quotidiano L'Arena, Riello prosegue parlando del futuro, in particolar modo degli interventi a medio e lungo termine messi in cantiere dal piano industriale: "E' la prima volta che a Verona assisto, nel settore del servizio pubblico, alla realizzazione di un piano di risanamento e sviluppo serio con un orizzonte temporale serio: da qui a 6 anni e trentennale. Un piano che seguirò passo passo in futuro e che si concretizzerà a breve con l'avvio dei cantieri per la riqualificazione della sala imbarchi del terminal partenze con un incremento del 30% delle aree commerciali e di servizio ai passeggeri. Il primo di una serie di progetti di sviluppo delle infrastrutture che prevedono investimenti per 66 milioni di euro funzionali alla gestione di 4 milioni di passeggeri previsti per il 2019. I lavori alla sala partenze si concluderanno nel 2016 e nel 2017 saranno avviati cantieri per 21 milioni di euro per l'ampliamento e la riqualificazione del terminal. Si tratta di investimenti che saranno realizzati tra il 2015 al 2019, sono già stati approvati dall'Enac. E saranno interamente autofinanziati. Il che non è da tutti".
Il traffico aereo ha dovuto fare i conti con i problemi che hanno toccato alcuni paesi, mete dei voli in partenza dallo scalo aeroportuale scaligero, ma a riguardo Riello dimostra un certo ottimismo: "Ci aspettiamo un recupero di traffico nel 2016 grazie all'apertura della base di Volotea e il potenziamento dei collegamenti di Ryanair, nonché altri collegamenti in corso di definizione. Certo non si può pretendere che d'improvviso i vettori chiedano una base a Verona. I vettori hanno una programmazione pluriennale delle destinazioni. Ci vuole tempo, quindi, oltre a credibilità e a conti economici in ordine per non dover accettare contratti capestro, come è già capitato. Per questo la scelta della partnership con Save si conferma la scelta migliore. Save ha credibilità e ottime relazioni con i vettori nazionali, internazionali e con le compagnie charter. Il Catullo sta finalizzando l'accordo per lo sviluppo di nuove destinazioni di lungo raggio con Neos e sono in corso trattative con le compagnie aeree per far crescere il numero di passeggeri, ma anche il numero di destinazioni servite". 
Sulle pagine del giornale veronese, il presidente di Aerogest commenta poi la situazione dello scalo di Montichiari. Sulla sua concessione infatti, il Consiglio di Stato ha optato per rimandare ogni decisione alla Corte Europea: "Nonostante l'incertezza generata dalla non-sentenza emessa dal Consiglio di Stato, per Brescia sono state individuate tre linee di sviluppo: gli accordi di general cargo sfruttando le infrastrutture esistenti, il mantenimento dell'attività postale, considerando che Montichiari è hub di Poste italiane, e lo sviluppo di traffico passeggeri in base alle esigenze del territorio". Secondo poi quanto afferma il giornale L'Arena, prosegue la ricerca di un accordo con Sacbo. 

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