Euronics-Galimberti insolvente: una trentina i lavoratori a rischio nel Veronese

La sentenza del tribunale fallimentare di Milano mette in allarme gli addetti dei punti vendita, che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro

Euronics a Lugagnano - Foto Google Maps

Cresce la preoccupazione dei lavoratori della catena Euronics dopo la sentenza del tribunale fallimentare di Milano, che ha visto il giudice Sergio Rossetti dichiarare l'insolvenza di Galimberti, il consorzio che utilizza il marchio famoso per la commercializzazione di prodotti di elettronica ed elettrodomestici, dando così il via alla procedura che porta all'amministrazione straordinaria del gruppo.

Il giudice Rossetti ha anche nominato il commissario straordinario, che adesso avrà 30 giorni di tempo per fare una relazione e decidere se la società è in grado di restare sul mercato o se è destinata al fallimento. Un'ipotesi che rischia di travolgere così 11 punti vendita tra Veneto e Lombardia, con circa 250 dipendenti che rischiano di trovarsi senza lavoro.
Nel Veronese sono una trentina gli addetti a rischio, divisi in due punti: quello presente all'interno del centro commerciale Le Corti Venete di San Martino Buon Albergo e quello di Lugagnano di Sona. 

COME SI È ARRIVATI A QUESTO? - Per capire come si possa essere arrivati a questo punto, la redazione di Today ha chiesto una spiegazione a Danilo D'Agostino della Filcams Cgil di Milano, che ha seguito dall'inizio il caso Euronics-Galimberti. 

Nel 2013 l'azienda contava quasi 30 punti vendita e oltre 600 dipendenti, poi è iniziato il declino: prima l'utilizzo di ammortizzatori sociali, come i contratti di solidarietà, sfruttati per quasi tutto il tempo massimo, ma che non hanno portato alcuna soluzione alle problematiche dell'azienda, che così non è riuscita a rilanciarsi. 

Negli ultimi anni il numero di dipendenti Euronics è così sceso drasticamente e inesorabilmente. 

Galimberti Spa, consorzio che gestisce il marchio Euronics in alcune zone d'Italia, ha poi attivato una procedura di licenziamento collettivo, riducendo i punti vendita da 28 a 11 e tagliando centinaia di dipendenti. I circa 660 iniziali sono diventati prima 470 e adesso sono soltanto 250, divisi tra Lombardia e Veneto.

Nel frattempo la società si è vista respingere due concordati preventivi, con il debito che ha raggiunto vette esorbitanti, come confermato da Danilo D'Agostino.

Dopo il doppio rifiuto al concordato la situazione debitoria è arrivata intorno ai 90 milioni di euro. Adesso il tribunale ha evitato, almeno per il momento, il fallimento, ma toccherà al Ministero dello Sviluppo economico decidere cosa fare.

GLI SCENARI - Anche in questo caso, la crisi aziendale rischia di far perdere il posto ai lavoratori, mettendo così in difficoltà anche le famiglie. Due sarebbero gli scenari possibili per i dipendenti: il primo decisamente nefasto, il secondo con qualche speranza in più o quantomeno in gadi di garantire un tempo maggiore per la ricerca di una soluzione. 

Nelle prossime ore è atteso il decreto - ha spiegato Danilo D'Agostino della Filcams a Today – da quel documento si capirà se si andrà verso il fallimento o verso l'amministrazione controllata. La seconda opzione ci permetterebbe di capire anche se c'è la possibilità di individuare degli imprenditori interessati ad acquisire i punti vendita.

Cosa potrebbe accadere dunque agli addetti dei punti vendita Euronics-Galimberti? Sarebbero due le strade, con due epiloghi ben diversi tra loro. 

Siamo ancora nel campo delle ipotesi – precisa D'Agostino – ma in caso di fallimento c'è l'alto rischio che si determini la perdita del lavoro per tutti i dipendenti, mentre in caso di esercizio provvisorio si potrebbe avere accesso all cassa integrazione straordinaria, strumento che ci permetterebbe di avere più tempo per lavorare e trovare soluzioni che non compromettano la continuità lavorativa, sia che pubblichi un bando di acquisizione, sia che si cerchino degli imprenditori interessati.

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Adesso la palla passa al Mise, ma il tempo a disposizione non è molto: 30 giorni o poco più per conoscere il destino di 250 lavoratori.

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