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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cucina

Zeppole e Sfincie di San Giuseppe: come farle, dove trovarle a Verona

I dolci per la Festa del papà, immancabili in tavola il 19 marzo

La “Cena di San Giuseppe” del 19 marzo è una tradizione che prevede la consegna di regali e lettere al padre e gustare insieme i dolci tipici della Festa del papà: le zeppole e le sfincie. La tavola viene decorata con rami di bosso, ciotole di grano germogliato e ramoscelli di agrumi, e al posto d’onore viene posto un grande pane circolare, all'interno del quale viene adagiata un’arancia o un finocchio. In cucina si preparano zeppole, frittelle, ravioli, bignè, ciambelle e altri dolci, con la ricotta e la crema che dominano la scena. La frittura è strettamente legata a San Giuseppe: secondo una leggenda, il santo, durante la fuga in Egitto, abbandonò il suo lavoro di falegname e si dedicò alla frittura.

Dove trovare sfincie e zeppole a Verona

  • Dolce Sicilia Via Scuderlando, 337 Verona
  • Pasticceria Vittorini  Via Vasco de Gama, 11 Verona
  • Pasticceria Dolci Tentazioni Via Paolo Sarpi, 17 Verona
  • Pasticceria Battini Via Del Capitel,3  Verona
  • Pizzeria Arca di Noè Via Venti Settembre, 3 Verona
  • Pasticceria Dolci Fate Piazza IV novembre 6, Povegliano Veronese
  • Pasticceria Gelateria Eoliana Via XI Aprile, Castelnuovo del Garda

Sfincie di San Giuseppe

Il 19 marzo viene festeggiato con le sfincie, delle morbide frittelle di forma irregolare evoluzione di un impasto di grano e acqua, arricchite e impreziosite da ingredienti tipici dell’isola come ricotta, canditi di scorza di agrumi e granella di pistacchio. Secondo la tradizione, le sfincie venivano cucinate dalla suocera per la nuora, per addolcire i rapporti tra le due donne.

La Sicilia, prodiga di dolci e arte pasticcera ha conquistato i palati italiani con questo dolce, oramai immancabile in tavola il giorno della Festa del papà. E una morbida frittella di forma irregolare evoluzione di un impasto di grano e acqua, deve la sua superba golosità alle suore del monastero delle Stimmate, a Palermo. Col tempo arricchita e impreziosita da ingredienti tipici dell’isola come ricotta, canditi di scorza di agrumi e granella di pistacchio. Secondo la tradizione le sfincie erano cucinate dalla suocera per la nuora, per addolcire i rapporti che notoriamente non sono tra i più facili. 

Ingredienti: farina 00 1 kg, lievito di birra 50 g, margarina 50 g,  zucchero 2 cucchiai, scorza di limone grattugiata q.b, patate 250 g,  sale 1 pizzico, latte intero q.b, olio per friggere, zucchero q.b, crema pasticcera q.b, ricotta q.b.

Preparazione: fate la fontana con la farina e sale, ponete al centro il lievito sciolto in latte tiepido, le patate passate al setaccio, zucchero, scorza di limone e impastate con il latte tiepido, aggiungendo anche la margarina ammorbidita, incorporando latte  per ottenere un impasto liscio e morbido ma non appiccicoso. Avvolgete in uno strofinaccio leggermente infarinato e fate lievitare in luogo caldo e riparato dalle correnti d'aria sino al raddoppio del volume dell'impasto. Prelevate quindi con un pizzico di indice e pollice dei mucchietti di impasto grossi quanto una pallina da golf, date loro una forma rotonda a polpetta e fate friggere in abbondante olio caldo. A piacere riempite di ricotta di pecora lavorata con lo zucchero oppure di crema pasticcera e spolverizzate di zucchero a velo.

Zeppole di San Giuseppe

La zeppola di San Giuseppe è un bignè di pasta choux fritta o al forno, ripieno di crema e decorato con le amarene o le ciliegie candite, tipico della Campania, un dolce simbolo della Festa del papà.

Ingredienti: 150 gr di acqua, 100 gr di burro, 50 g di farina, un pizzico di sale, 5 uova medie
Per farcire: crema pasticcera q.b.
Per guarnire: ciliegie sciroppate, zucchero a velo

In una pentola versate  l’acqua e il burro, aggiungete un pizzico di sale e portate sul fuoco. Mescolate fino a completo scioglimento del burro. Appena inizia a bollire unite tutta la farina e mescolate  per qualche minuto fino a che l’impasto forma una palla compatta. Quindi togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
A questo punto unite le 5 uova medie, una alla volta amalgamando bene ogni uovo prima di aggiungere il successivo fino ad ottenere un impasto denso e cremoso. Adesso riempite una sac a poche con una punta a stella. In una teglia rivestita di carta forno formate le zeppole facendo due giri lasciando vuoto il centro e tenendo un po’ di distanza tra una e l’altra dal momento che si gonfiano in cottura. Ponete  in forno ventilato a 200°C per i primi 15 minuti, poi abbassate a 190°C per altri 10 minuti. Quindi spegnete il forno e lasciate lo sportello socchiuso. Tenete le zeppole in forno fino a raffreddamento. Quando saranno tiepide guarnitele con la crema pasticcera aiutandovi con la sac a poche. Cercate di riempire prima il centro e poi fate un bel ricciolo di crema sopra. In cima ponete  un’amarena sciroppata al centro di ogni zeppola e spolverate con abbondante zucchero a velo.
N.B. L’impasto può essere anche fritto. In questo caso si tuffa nell’olio bollente direttamente dal sac a poche dando una forma rotonda.

La storia della Festa del papà

L’antica Roma dedicava il 19 marzo alla festa delle Liberalia, divinità della Terra e dell’uomo; i giovani, compiuti i 16 anni, si recavano sul colle Aventino indossando la toga virile e, dopo una cerimonia di iniziazione, venivano considerati uomini adulti, pronti a crearsi una famiglia e ad avere figli. In segno di devozione, si offrivano in dono alla divinità pani e dolci di farina di grano fritti in olio. Il Cristianesimo sostituì questa festività pagana con una dedicata al padre simbolico, quello putativo di Gesù, cioè San Giuseppe, diventato poi patrono dei falegnami, degli artigiani e dei poveri.

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