Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Seduti anche dentro i locali (e senza mascherina), ma resta il limite delle 4 persone al tavolo: le regole dall'1 giugno

Aspettando la zona bianca, ecco le novità in quella gialla previste da martedì 1 giugno anche in Veneto

Ristorante

Da oggi, martedì 1 giugno, la zona gialla è cambiata. In Veneto e a Verona si è tutti proiettati verso l'area bianca che, salvo clamorose spiacevoli sorprese, è destinata ad arrivare da lunedì 7 giugno dopo il monitoraggio settimanale che si terrà venerdì 4 giugno. Vi sono però diverse novità previste già da oggi nell'area gialla in questo progressivo cammino di riacquisizione delle libertà ai tempi della pandemia da Covid. Vediamo di seguito quali sono.

Bar e ristoranti anche al chiuso 

Dall'1 giugno il decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 ha di fatto ristabilito una condizione di pressoché normale fruizione dei servizi di ristorazione di ogni tipo. Restano però i limiti delle 4 persone sedute insieme salvo siano conviventi e gli orari del coprifuoco in area gialla (ad oggi 23-5 e poi dal 7 giugno 24-5). Detto molto in breve, da oggi in zona gialla è possibile tornare a sedersi ai tavoli sia posizionati all'interno che fuori da un locale, quindi non più solo all'aria aperta. Ciò vale per tutti i locali, dai bar ai ristoranti, passando per le pasticcerie e le gelaterie, oltre al fatto che torna così lecito consumare anche al bancone di un locale. In quest'ultimo caso, vale a dire la consumazione in piedi al banco di un bar per un caffè ad esempio, le Linee Guida adottate prevedono l'obbligo di 

«assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti», tuttavia «ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale». Queste ultime sono in linea di massima le persone conviventi, cioè che abitano nella stessa casa. Ciò significa che, se state bevendo un caffè al banco di un bar con vostra moglie o vostro marito con i quali convivete, il metro di distanza lo potete anche non mantenere, mentre se al contrario il caffè al banco lo state bevendo con l'amante che abita in una casa diversa dalla vostra vi è obbligo dentro il locale consumando al banco di stare separati un metro l'uno dall'altro.

Niente mascherine seduti ai tavoli (dentro o fuori)

Altro tema sul quale si è a lungo dibattuto e scritto un po' di tutto è quello del presunto obbligo della mascherina quando si è seduti all'interno di un locale. Chiariamolo subito: non cambia niente sia che voi siate all'interno o all'esterno del locale, la mascherina una volta che vi siate seduti al tavolo di un bar o di un ristorante potete non indossarla. Tutta la discussione sul fatto che la si debba tirare "su e giù" e mantenerla indossata «tranne che nei momenti del bere e del mangiare» è completamente evaporata e campata per aria. A fare chiarezza è l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza nella quale compaiono quale parte integrante del provvedimento le stesse Linee Guida adottate dalla Conferenza delle Regioni e che, sul tema, continuano a riproporre un'unica semplice misura:

«I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo».

Questo è quanto trovate scritto nelle Linee Guida validate dal Cts e ad oggi ufficialmente in vigore, dunque chiunque sostenga che dentro un ristorante sia obbligatorio indossare la mascherina se si è seduti al tavolo a conversare e non si stanno consumando alimenti o bevande, ebbene sta banalmente affermando una cosa non corretta. La mascherina, all'aperto come al chiuso in un locale della ristorazione, diventa obbligatoria soltanto quando ci si alza dal proprio tavolo per, ad esempio, andare alla toilette oppure a pagare il conto. È evidente però che, essendo lecito farlo, se si effettua la consumazione al banco di un locale ci si ritrova ad essere in piedi, ma al contempo per consumare diviene necessario non indossare la mascherina e proprio in tal senso è previsto l'obbligo di mantenere almeno un metro di distanza dagli altri clienti (non conviventi). Finito il mio caffè al banco, nel momento in cui mi volto per uscire dal locale, essendo in piedi, dovrò nuovamente indossare la mascherina, poiché lungo il tragitto potrei incrociare altri clienti a meno di un metro di distanza. Fila tutto?

Quattro per tavolo se non conviventi

Veniamo infine all'ultima questione, vale a dire la necessità o meno di rispettare il numero massimo di quattro persone sedute insieme allo stesso tavolo, salvo che siano tutte conviventi tra loro. Più o meno ovunque si è letto fino ad oggi sui giornali che questa limitazione sarebbe decaduta in zona gialla e vi è chi motiva tutto ciò spiegando che nelle Linee Guida non è presente, chi invece sostenendo che nel decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 non si farebbe più riferimento al Dpcm 2 marzo 2021 che conteneva tale misura.

Ora, in area bianca è previsto decadano le norme del Capo III del Dpcm, quelle cioè dell'area gialla, pertanto teoricamente anche il limite dei quattro commensali che compare solo al Capo III Art. 27 comma 1 del Dpcm, dovrebbe venire meno e, dunque, sarebbe previsto per la zona bianca semplicemente che si segua il protocollo tracciato per il settore ristorazione dalle Linee Guida, le quali non hanno mai contenuto limitazioni al numero di commensali seduti allo stesso tavolo, mai. La norma delle quattro persone, come detto, era in effetti stata introdotta all'Art. 27 comma 1 del Dpcm 2 marzo 2021 e, a nostro avviso, per la zona gialla non è mai stata derogata dai successivi decreti-legge, né da quello del 22 aprile n. 52 né da quello del 18 maggio n. 65. Proprio il fatto che quest'ultimo non intervenga esplicitamente su tale questione, lascia dunque credere che continui a valere quanto scritto nella circolare ai prefetti del 24 aprile a commento del decreto-legge 22 aprile, n. 52:

«Si ritiene, inoltre, opportuno precisare che, per effetto della permanenza in vigore delle disposizioni di cui al d.P.C.M. 2 marzo 2021, non espressamente derogate dal decreto-legge in commento, continua ad applicarsi la limitazione contemplata dall’art. 27, comma 1, del citato d.P.C.M., secondo cui il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutte conviventi».

Si dirà che ciò valeva per il decreto-legge del 22 aprile e non per quello del 18 maggio, ma il primo non è scomparso dalla circolazione e, anzi, continua a produrre effetti, tanto da essere richiamato in premessa dalle stesse Linee Guida approvate dalla Conferenza delle Regioni e integrate dall'ordinanza del ministro della Salute, là dove al punto 1 delle premesse si legge:

«Le presenti "Linee Guida per la ripresa delle attività economiche e sociali" tengono conto delle disposizioni del decreto-legge n. 52 del 22 aprile 2021, del decreto-legge n. 65 del 18 maggio 2021 e sono adottate ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 16 maggio 2020».

Quindi, o il decreto-legge del 18 maggio ha derogato esplicitamente la misura del numero massimo di quattro commensali non conviventi, oppure questa prosegue ad essere vigente per la zona gialla. I due decreti-legge, quello del 22 aprile e quello del 18 maggio, sono identici nell'ignorare e disinteressarsi a tale disposizione che, dunque, parrebbe in zona gialla implicitamente proseguire nella sua validità (di questo avviso parrebbe essere, ad esempio, Confcommercio). 

La nota del ministero della Salute: resta il imite delle 4 persone

Nel primo pomeriggio di martedì 1 giugno, il ministero della Salute ha diramato una nota che ha confermato la nostra interpretazione, chiarendo che «nelle attività dei servizi di ristorazione, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi». Se tutto questo risulta spiegabile a nostro avviso sulla base ragionamento sopra esposto per quanto riguarda la zona gialla, meno comprensibile è il fatto che tale limite delle 4 persone per tavolo resti valido, secondo ciò che riporta l'Ansa citando sempre il ministero della Salute, «sia nelle zone gialle che in quelle bianche».

Se è previsto che in area bianca «cessano di applicarsi le misure di cui al Capo III» del Dpcm 2 marzo 2021, cioè quelle della zona gialla che vanno dall'Art. 8 all'Art. 32, non si comprende infatti come possa continuare a valere per la zona bianca la misura che è prevista all'Art. 27 e che fissa appunto il limite delle 4 persone sedute allo stesso tavolo, salvo siano conviventi. Ad ogni modo, si è passati tra ieri ed oggi dallo "strillare" ovunque sui giornali che la norma è decaduta sia in zona gialla che in quella bianca, al "gridare" altrettanto ovunque che invece vale ancora in entrambe le aree. Se lo dice il ministero della Salute, non ci resta però che adeguarci.

Dall'1 giugno torna il pubblico per gli eventi sportivi

Da oggi in zona gialla è consentita la presenza di pubblico agli eventi e competizioni sportive, anche quelle che non siano di interesse nazionale, tuttavia esclusivamente in spazi all'aperto. Per gli spazi al chiuso invece bisognerà attendere il primo luglio. La capienza massima consentita «non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all'aperto e a 500 per impianti al chiuso». Oltre a ciò, sono obbligatori «posti a sedere preassegnati» e deve sempre essere «assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale». 

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