Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Proteste "no pass", il governatore Zaia: «Violenze intollerabili. Grazie al vaccino abbiamo socialità pre-Covid»

Zaia sulle proteste "no green pass": «Abbiamo visto atti di violenza e in alcuni casi di guerriglia che non sono assolutamente tollerabili». Sui vaccini: «Funzionano, per il vaccinato è infinitesimale la possibilità di ammalarsi»

Dopo il sedicesimo sabato di proteste no green pass in diverse città italiane, tra le quali anche Trieste con la presenza di manifestanti veronesi, è intervenuto sull'argomento in diretta televisiva a Mattino 5 il governatore del Veneto Luca Zaia. Il presidente ha inaugurato il suo commento spiegando che «siamo un Paese democratico, civile e rispettoso delle libertà, prova ne sia che nessuno è contro le manifestazioni, però quando il manifestante priva della libertà le altre persone vuol dire che qualcosa non funziona».

Il governatore Luca Zaia ha poi aggiunto: «Tu vai in piazza, rivendichi la tua libertà ma vieti quella degli altri, perché si tratta di privazione della libertà degli altri cittadini, stiamo parlando di una maggioranza silenziosa che si è vaccinata, non va in piazza e non protesta, in Veneto ormai quasi l'85% dei veneti si è vaccinato. Sono assolutamente tolleranti, rispettano e rispettiamo le manifestazioni, ma le manifestazioni debbono avere un principio: la tua libertà, finisce dove inizia la mia. Un altro principio che deve essere cardine è che non ci deve essere violenza. Veder picchiare i poliziotti, veder non rispettare le leggi, le regole, le ordinanze, vuol dire che la manifestazione non è più nell'alveo delle manifestazioni democratiche e civili, le immagini parlano da sole, abbiamo visto degli atti di violenza e in alcuni casi di guerriglia che non sono assolutamente tollerabili». 

Il presidente del Veneto ha poi fornito una sua lettura della composizione della platea dei "no green pass", spiegando che «molti di quelli che protestano oggi è probabile che siano quelli che nella prima fase della pandemia erano "no mask", erano contro le mascherine, poi contro il lockdown e ora contro la vaccinazione». Lo stesso Zaia ha però rivendicato un suo personale concetto che ormai da due anni porta avanti, ovvero la necessità di instaurare canali di dialogo con tutta la popolazione: «È pur vero che noi dobbiamo parlare con i cittadini, anche perché io sono convinto che molti di quelli che non si sono ancora vaccinati, siano semplicemente dubitosi da un lato, ma dall'altro abbiano la paura di far qualcosa di non sostenibile dal punto di vista clinico. È corretto che si dia un'informazione a questi cittadini, perché in piazza ci sono tanti "sentimenti", quelli che ci vanno solo per fare violenza, ma c'è anche gente che ha paura, c'è chi crede a tante "baggianate" che si sentono dire, però noi dobbiamo fare in modo che l'informazione corretta ci sia». 

Zaia ha quindi analizzato il tema dell'efficacia dei vaccini per quanto riguarda proprio la situazione in Veneto: «È innegabile, - ha detto il governatore - il vaccino ci permette oggi di essere liberi, ad esclusione della "mascherina" noi oggi abbiamo gli stessi contesti di socialità che avevamo nel periodo pre-Covid, la gente va a lavorare e le piazze sono piene, quindi il vaccino funziona. Dò due dati sul Veneto e ne approfitto per fare informazione: il vaccinato ha 6,8 volte in meno possibilità di contagiarsi e 8 volte in meno possibilità rispetto al non vaccinato di finire in ospedale. Negli ultimi quindici giorni in Veneto, - ha poi spiegato il presidente Zaia - abbiamo avuto 158 infetti non vaccinati ogni 100 mila abitanti e 36 vaccinati infetti ogni 100 mila abitanti, vuol dire veramente che c'è un abisso, perché bisogna considerare che in Veneto i vaccinati sono l'85% della popolazione (over 12, ndr), quindi vuol dire che per il vaccinato è infinitesimale la possibilità di ammalarsi. Un'altra "baggianata" che si sente dire, - ha aggiunto Zaia - è che si possono curare tutti a casa: noi in Veneto di 460 mila contagiati, ben 430 mila li abbiamo già curati a casa, bisogna finirla col dire che si possono chiudere gli ospedali e curare tutti a casa, perché sono 25 mila le persone in Veneto che hanno avuto bisogno di un respiratore, di una terapia intensiva di un ricovero in Pneumologia o Malattie Infettive, finiamola con questa "baggianata". Le cure domiciliari si sono fatte e si fanno già».

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